L’infettivologo Matteo Bassetti invita a non sottovalutare la nuova epidemia di Ebola legata alla variante Bundibugyo. Il medico ha spiegato che il virus si sta diffondendo rapidamente tra Congo e Uganda, parlando di una situazione che potrebbe rappresentare “la peggiore epidemia di Ebola mai vista”. Intanto in Italia i due cooperanti ricoverati al Sacco di Milano sono risultati negativi ai test.
Ebola, Matteo Bassetti invita a non abbassare la guardia
L’allarme lanciato da Matteo Bassetti durante la trasmissione Mattino Cinque ha immediatamente acceso il dibattito sul rischio di una nuova emergenza sanitaria internazionale.
Secondo l’infettivologo, la situazione legata alla diffusione della variante Bundibugyo del virus Ebola in Africa centrale non deve essere presa alla leggera, anche se al momento il rischio per l’Europa viene considerato basso dalle autorità sanitarie internazionali.
Nel corso dell’intervento televisivo, Bassetti ha spiegato che la rapidità con cui oggi avvengono gli spostamenti internazionali rende impossibile pensare che epidemie di questo tipo restino confinate a determinate aree geografiche.
“Con Ebola non si scherza”, ha ribadito il medico, sottolineando come il virus possa raggiungere il continente europeo nel giro di poche ore attraverso i voli aerei internazionali.
La variante Bundibugyo preoccupa gli esperti
L’epidemia che sta colpendo alcune aree della Repubblica Democratica del Congo e dell’Uganda riguarda il virus Bundibugyo, una variante dell’Ebola differente rispetto al ceppo Zaire che in passato aveva causato le epidemie più note.
Secondo quanto spiegato da Bassetti, la crescita dei contagi sarebbe stata molto più veloce del previsto. I numeri ufficiali parlano di circa mille casi e oltre 200 vittime, ma il timore degli esperti è che i dati reali possano essere persino più alti.
Il medico ha definito questa fase “probabilmente la peggiore epidemia di Ebola mai vista”, una frase che ha immediatamente attirato attenzione e preoccupazione sui social e nei programmi di approfondimento.
I due cooperanti italiani negativi ai test
Nelle stesse ore in cui cresceva l’attenzione mediatica sul tema, è arrivata anche una notizia rassicurante per l’Italia.
Il Ministero della Salute ha infatti confermato che i due cooperanti italiani rientrati dall’Uganda e ricoverati all’Ospedale Luigi Sacco di Milano non sono risultati positivi alla variante Bundibugyo.
I due erano stati trasferiti in osservazione a causa di alcuni sintomi sospetti, ma i test effettuati hanno escluso il contagio da Ebola.
Per Bassetti questo episodio rappresenta comunque un segnale importante, perché dimostra che il sistema sanitario italiano si sta preparando ad affrontare eventuali emergenze future.
“La macchina ha funzionato”
Nel suo intervento televisivo, Bassetti ha parlato di tre elementi positivi emersi dalla gestione del caso dei cooperanti.
Il primo riguarda il funzionamento della macchina sanitaria italiana, che secondo il medico avrebbe risposto rapidamente e in modo corretto.
Il secondo elemento positivo è naturalmente la negatività dei test.
Il terzo aspetto riguarda invece l’attenzione che finalmente si starebbe creando attorno a quanto sta accadendo in Africa.
Secondo l’infettivologo, per troppo tempo il problema sarebbe stato percepito come distante, mentre oggi la globalizzazione rende impossibile ignorare situazioni epidemiche internazionali.
Allarme Ebola: L’OMS monitora la situazione
Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità sta seguendo con grande attenzione l’evoluzione dell’epidemia.
Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha invitato i Paesi confinanti con il Congo ad adottare misure immediate per limitare la diffusione del virus.
L’Uganda ha già confermato nuovi casi nelle ultime ore, mentre alcuni Paesi africani e nordafricani hanno iniziato a rafforzare i controlli alle frontiere.
Tra questi c’è anche la Tunisia, che ha deciso di aumentare le verifiche sanitarie sugli ingressi internazionali.
Il rischio per l’Europa resta basso
Nonostante le parole molto forti utilizzate da Bassetti, le autorità sanitarie continuano comunque a invitare alla prudenza evitando allarmismi.
L’OMS ha infatti chiarito che il rischio di diffusione del virus in Europa resta attualmente molto basso e che non esistono motivi per introdurre misure straordinarie oltre ai normali protocolli sanitari già previsti.
Una posizione condivisa anche da Guido Bertolaso, che ha spiegato come in Italia non esistano le condizioni sociali, climatiche e sanitarie che favoriscono una diffusione ampia del virus.
Secondo Bertolaso, creare panico sarebbe inutile e controproducente.
Il ricordo della pandemia Covid torna inevitabile
Le dichiarazioni di Bassetti hanno inevitabilmente riportato alla memoria gli anni della pandemia Covid.
Molti utenti sui social hanno commentato con preoccupazione le immagini provenienti dall’Africa e le parole dell’infettivologo, mentre altri hanno invitato a non generare nuovi allarmismi.
La differenza principale, almeno secondo gli esperti, è che Ebola presenta modalità di trasmissione molto differenti rispetto al coronavirus e richiede contatti molto più stretti per diffondersi.
Nonostante questo, l’attenzione internazionale resta alta proprio per l’elevato tasso di mortalità storicamente associato al virus.
Perché la situazione viene monitorata con attenzione
L’Ebola continua a essere considerato uno dei virus più pericolosi al mondo.
La velocità dei collegamenti internazionali, i continui spostamenti tra continenti e le difficoltà sanitarie di alcune aree colpite rendono fondamentale il monitoraggio costante della situazione.
Per questo motivo le autorità sanitarie internazionali stanno cercando di contenere rapidamente i focolai registrati in Congo e Uganda, nel tentativo di evitare una diffusione più ampia.
Al momento non esistono segnali di emergenza in Europa, ma gli esperti invitano comunque a mantenere alta l’attenzione e a non sottovalutare l’evoluzione dell’epidemia.
