• Mar. Mag 19th, 2026

Processo Pierina Paganelli: il pm chiede l’ergastolo per Louis Dassilva — crudeltà, premeditazione e tradimento al centro dell’accusa

Ultimi aggiornamenti sul caso Pierina Paganelli. Il pm Daniele Paci chiede l’ergastolo per Louis Dassilva: sei ore di requisitoria, aggravanti pesantissime e un movente che ha sconvolto l’Italia intera.

 

Una pensionata di 78 anni uccisa con 27 coltellate nel buio di un garage condominiale. Un uomo che, secondo l’accusa, ha scelto di eliminare un problema invece di affrontarlo. E una richiesta che pesa come una pietra: l’ergastolo.

Il caso che ha tenuto l’Italia con il fiato sospeso entra ora nella sua fase più decisiva. Il pubblico ministero Daniele Paci ha concluso una requisitoria di sei ore chiedendo alla Corte d’Assise di Rimini la condanna di Louis Dassilva al massimo della pena per l’omicidio pluriaggravato di Pierina Paganelli.

Caso Pierina Paganelli: La requisitoria: sei ore per ricostruire un delitto

Secondo la ricostruzione della Procura, tutto nasce da una doppia vita. Dassilva intratteneva una relazione extraconiugale con Manuela Bianchi, nuora della vittima, mentre era sposato con Valeria Bartolucci. Pierina Paganelli era a conoscenza di questa storia. E questo, secondo l’accusa, l’ha condannata a morte.

Il pm ha dipinto un quadro spietato: Dassilva avrebbe potuto scegliere diversamente, assumersi le responsabilità di uomo e affrontare le conseguenze. Invece ha scelto di eliminare chi poteva smascherarlo. Una pensionata indifesa, attesa nel buio, colpita senza pietà.

Le aggravanti chieste dalla Procura

La Procura non ha lasciato margini. Ha chiesto le aggravanti di crudeltà, premeditazione, motivi abietti e minorata difesa. Ha escluso qualsiasi attenuante generica, nonostante l’assenza di precedenti penali a carico dell’imputato.

La crudeltà emerge dai numeri stessi: 27 coltellate inflitte prima dei fendenti mortali, non per uccidere subito, ma per far soffrire. La vittima urlò di terrore e di dolore. Un dettaglio che ha gelato l’aula.

La minorata difesa è lampante: Pierina fu attesa nel buio del garage condominiale, sola, ignara di ciò che la aspettava.

La premeditazione: tre ore e mezza di agguato

Uno degli aspetti più inquietanti riguarda la pianificazione. Secondo la Procura, Dassilva sapeva già nel pomeriggio che quella sera Pierina si sarebbe recata da sola all’adunanza dei Testimoni di Geova. Tra il momento in cui apprese quella informazione e l’agguato nel garage trascorsero tre ore e mezza. Tempo più che sufficiente, per il pm, a integrare l’aggravante della premeditazione.

Caso Paganelli: Gli indizi contro Dassilva

Le immagini della cam3 e la zoppia simulata

Tra le prove portate in aula, le immagini registrate dalla cam3 del condominio. Secondo un’analisi basata sull’intelligenza artificiale, la figura ripresa vicino al garage nelle ore del delitto corrisponderebbe a Dassilva. L’accusa sostiene inoltre che l’imputato abbia simulato una zoppia nel tentativo di rendere più difficile il riconoscimento.

Il cellulare, le scarpe e il tablet

I dati registrati dallo smartphone di Dassilva quella notte raccontano una storia diversa rispetto a quella fornita dall’imputato e dalla moglie: i passi rilevati dal dispositivo lo collocano fuori casa nelle ore cruciali. Le scarpe dell’imputato, ritrovate nelle ore successive, sarebbero state lavate dopo il delitto. Infine, il tablet di Pierina risulta spostato dopo la sua morte — un dettaglio che l’accusa considera significativo.

Il profilo della vittima

Pierina Paganelli era descritta da chi la conosceva come una donna energica, amorevole, collante della sua famiglia. Non aveva nemici. Non aveva motivi per aspettarsi violenza. Il pm l’ha ricordata in aula con parole dirette: non meritava di morire così, terrorizzata nel buio.

Cosa succede ora

Con la requisitoria conclusa, il processo entra nella fase delle arringhe della difesa. Il team legale di Dassilva ha già anticipato che contesterà punto per punto la ricostruzione accusatoria. La consulente della difesa Roberta Bruzzone ha dichiarato di non essere sorpresa dalla richiesta di ergastolo, lasciando intendere che ci sono elementi capaci di mettere in discussione il quadro delineato dalla Procura.

La sentenza non è ancora vicina. Ma il peso di queste sei ore di requisitoria grava già su tutto il processo.

Voi cosa pensate? La richiesta di ergastolo vi sembra giusta? Louis Dassilva è davvero colpevole? Scrivetelo nei commenti — il dibattito è aperto.