• Gio. Mag 14th, 2026

Uomo arrestato a Pistoia: candeggina nel caffè della moglie, lei si salva!

Una donna è finita in ospedale dopo aver bevuto un caffè contaminato con candeggina nella sua abitazione a Pistoia. Secondo le indagini dei carabinieri, il responsabile sarebbe il marito, un operaio di 55 anni arrestato alcuni giorni dopo mentre era al lavoro. La donna è stata soccorsa in tempo e dimessa dopo le cure.

Una vicenda inquietante scuote Pistoia, dove un uomo di 55 anni è stato arrestato con l’accusa di aver tentato di avvelenare la moglie mettendo della candeggina nel caffè. Il fatto sarebbe avvenuto all’interno dell’abitazione di famiglia nella mattina del 9 maggio e avrebbe avuto conseguenze molto gravi per la donna, che si è sentita male subito dopo aver bevuto.

Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni investigative, la sostanza sarebbe stata sciolta direttamente nella tazza di caffè preparata per la consorte. La donna, inizialmente, non avrebbe compreso l’origine del malessere improvviso, ma le sue condizioni hanno richiesto l’intervento urgente dei soccorsi.

Il malore improvviso e la corsa in ospedale

Dopo aver bevuto il caffè contaminato, la donna avrebbe accusato sintomi immediati compatibili con l’ingestione di una sostanza tossica. Nonostante il forte malessere, è riuscita a chiedere aiuto telefonando ai soccorsi.

Sul posto sono intervenuti rapidamente i sanitari del 118, che hanno valutato la situazione come particolarmente grave. La donna è stata quindi trasferita in codice di massima urgenza all’ospedale San Jacopo di Pistoia.

I medici hanno sottoposto la paziente a controlli e accertamenti approfonditi. Le analisi effettuate durante il ricovero avrebbero confermato la presenza di candeggina ingerita involontariamente attraverso il caffè. Un dettaglio che ha immediatamente fatto scattare la segnalazione alle forze dell’ordine.

Le indagini dei carabinieri coordinate dalla Procura

Dopo la comunicazione arrivata dall’ospedale, i carabinieri hanno avviato le indagini sotto il coordinamento della Procura di Pistoia. Gli investigatori avrebbero lavorato per diversi giorni nel tentativo di ricostruire con precisione quanto accaduto all’interno della casa della coppia.

Secondo le informazioni emerse, gli inquirenti avrebbero raccolto elementi considerati decisivi per collegare il marito al presunto tentativo di avvelenamento. Non si esclude che l’uomo sia stato monitorato nei suoi movimenti prima dell’arresto, proprio per consolidare il quadro accusatorio.

L’indagine si sarebbe concentrata soprattutto sulla dinamica della preparazione del caffè e sulle condizioni in cui la donna ha ingerito la sostanza tossica.

Arrestato mentre era al lavoro

Il 12 maggio i carabinieri hanno eseguito l’arresto del 55enne. L’uomo, operaio presso lo stabilimento Hitachi Rail di Pistoia, è stato fermato direttamente sul posto di lavoro.

Nei suoi confronti sarebbe stata contestata l’accusa di lesioni gravissime ai danni della moglie. Al momento, gli investigatori ritengono che il gesto sia stato volontario, anche se saranno gli ulteriori accertamenti e il lavoro della magistratura a chiarire ogni dettaglio della vicenda.

Dopo l’arresto, il 55enne è stato trasferito nel carcere di Pistoia, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nei prossimi giorni dovrà comparire davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia.

La donna è stata dimessa dall’ospedale

Fortunatamente la donna, dopo le cure ricevute in ospedale, è riuscita a riprendersi. I medici hanno monitorato attentamente le sue condizioni per verificare eventuali conseguenze dovute all’ingestione della candeggina.

Una volta esclusi rischi immediati per la salute, è stata dimessa ed è tornata a casa nelle scorse ore. La notizia del suo rientro è stata riportata anche durante la trasmissione televisiva “La Vita in Diretta”.

Resta comunque forte lo shock per quanto accaduto, soprattutto considerando che il presunto episodio sarebbe avvenuto all’interno della quotidianità familiare.

Una famiglia sotto choc

Secondo quanto riportato dalle fonti locali, la coppia avrebbe due figli. Al momento non emergono ulteriori dettagli sul contesto familiare o su eventuali precedenti tensioni domestiche.

Gli investigatori stanno cercando di chiarire il movente che potrebbe aver spinto l’uomo a compiere un gesto tanto estremo. Al momento, però, gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulle ipotesi investigative.

La comunità di Pistoia è rimasta profondamente colpita dalla vicenda. Il caso ha suscitato forte attenzione anche per le modalità con cui sarebbe stato compiuto il tentativo di avvelenamento: un gesto silenzioso e difficilmente individuabile, avvenuto in un momento apparentemente normale della vita quotidiana.

Gli accertamenti proseguono

Le indagini non sono concluse. I carabinieri continuano a raccogliere testimonianze e ulteriori elementi utili per ricostruire ogni fase della vicenda.

Sarà importante comprendere se vi siano stati segnali precedenti o eventuali episodi analoghi mai denunciati. Gli investigatori stanno inoltre analizzando tutti i materiali sequestrati nell’abitazione della coppia.

Nei prossimi giorni l’interrogatorio di garanzia dell’uomo potrebbe offrire ulteriori chiarimenti sul caso. Intanto, la Procura di Pistoia continua a seguire da vicino un’indagine che ha scosso profondamente la città toscana.