• Mer. Mag 6th, 2026

Garlasco, intercettazione choc su Sempio: Chiara Poggi lo aveva rifiutato al telefono prima dell’omicidio

Nuova svolta nel caso che tiene l’Italia con il fiato sospeso: Andrea Sempio, indagato per il delitto di Chiara Poggi, sarebbe stato intercettato mentre ammetteva di aver tentato un approccio con la vittima, respinto poco prima del giorno del delitto.

 

Il caso Garlasco torna a scuotere l’Italia con una rivelazione che potrebbe cambiare la lettura di uno degli omicidi più dibattuti della cronaca nera italiana. Dalle intercettazioni depositate dai pm di Pavia emerge un dettaglio inquietante: Andrea Sempio, il 39enne oggi indagato per la morte di Chiara Poggi, avrebbe parlato da solo in auto lasciandosi sfuggire frasi decisive. Parole captate dai microfoni degli investigatori. Parole che adesso diventano prove.

Chi è Andrea Sempio e perché è indagato

Andrea Sempio è un 39enne pavese che all’epoca del delitto di Garlasco era amico stretto della famiglia Poggi, in particolare di Marco, fratello di Chiara. Per oltre 19 anni il suo nome è rimasto ai margini delle indagini ufficiali. La svolta è arrivata più di un anno fa, quando la Procura di Pavia ha aperto un nuovo fascicolo a suo carico, acquisendo nuove prove genetiche e tracciologiche emerse da un maxi incidente probatorio.

Sempio respinge ogni accusa. I suoi avvocati, Liborio Caraliotti e Angela Taccia, avevano già annunciato che l’indagato si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere in attesa del deposito completo degli atti a suo carico.

Le intercettazioni: “Non ci voglio parlare con te”

Il dato più esplosivo di questa nuova fase investigativa riguarda alcune intercettazioni che i pm di Pavia hanno fatto ascoltare al fratello della vittima, Marco Poggi, convocato oggi come testimone. Nelle registrazioni, Sempio parla da solo all’interno della propria automobile. E in quelle frasi soliloquio rivela di aver chiamato Chiara prima del delitto, di aver tentato un approccio sentimentale o comunque di avvicinamento, e di essersi sentito rispondere da lei con nettezza: “Non ci voglio parlare con te.” Chiara aveva attaccato il telefono.

Se confermata, questa dinamica introduce un elemento del tutto nuovo nel racconto dei rapporti tra Sempio e la vittima: non semplice conoscenza, ma un tentativo respinto. Un rifiuto che, se letto in chiave investigativa, potrebbe costituire un movente.

Quasi quattro ore in Procura, poi il silenzio

Oggi Sempio ha trascorso quasi quattro ore negli uffici della Procura di Pavia. All’uscita, scortato dagli avvocati e preceduto da un veicolo della Polizia giudiziaria senza insegne, si è fatto largo tra le decine di telecamere e giornalisti accorsi. Non ha rilasciato dichiarazioni. Come previsto, si è avvalso del diritto al silenzio.

La testimonianza di Marco Poggi: “Non credo che sia lui”

Parallelamente all’audizione di Sempio, è stato sentito come testimone Marco Poggi, il fratello di Chiara. Una deposizione durata circa due ore, al termine della quale il verbale è stato secretato. Secondo quanto trapelato, Marco avrebbe sostanzialmente difeso il suo ex amico: avrebbe negato di aver mai visionato insieme a Sempio i video intimi di Chiara e Alberto Stasi, e avrebbe dichiarato di non credere che Sempio sia l’autore dell’omicidio.

Anche le cugine di Chiara sono state sentite

Il giorno precedente erano state audite le cugine di Chiara, Paola e Stefania Cappa, già testimoni nel processo che portò alla condanna di Alberto Stasi. Le deposizioni si sono svolte alla presenza dei soli carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, senza magistrati né avvocati. I legali delle due donne hanno confermato la piena collaborazione delle loro assistite.

Il paradosso Stasi: un condannato definitivo ancora in cella

Il nodo irrisolto di questa vicenda è e resta Alberto Stasi. L’ex fidanzato di Chiara Poggi è stato condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione a 16 anni di reclusione e sta ancora scontando la pena. La sua condanna si basa su prove che — almeno in parte — la nuova indagine su Sempio starebbe mettendo in discussione.

Qualora la Procura di Pavia arrivasse a richiedere il rinvio a giudizio di Sempio, si aprirebbe automaticamente la strada per una possibile istanza di revisione del processo da parte dei difensori di Stasi. Un percorso già atteso, ma che dipenderà dal deposito della chiusura delle indagini — evento che, stando a quanto riferito, non sarebbe imminente.

Cosa succede ora

L’iter giudiziario è ancora aperto. Prima del rinvio a giudizio è atteso il deposito dell’avviso di chiusura delle indagini, atto con cui la Procura metterà a disposizione degli indagati tutta la documentazione raccolta. Solo a quel punto Sempio e i suoi legali potranno costruire una difesa completa, mentre i difensori di Stasi valuteranno le possibili mosse processuali.

Il caso Garlasco, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi — uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia con un oggetto contundente — è ancora lontano dall’avere una parola definitiva.

Voi cosa pensate? Una sola intercettazione può ribaltare una condanna definitiva? Lasciate la vostra opinione nei commenti: il dibattito su Garlasco è più acceso che mai.