La Farnesina ha confermato la morte dei cinque connazionali e l’Ambasciatore italiano è già arrivato a Malè. Le operazioni di recupero dei corpi sono ostacolate dalle condizioni meteo avverse. Ecco tutto quello che sappiamo.
Una mattina di immersione che non è mai finita
Cinque italiani si erano immersi al mattino dall’imbarcazione da crociera subacquea Duke of York, nell’atollo di Vaavu, considerato uno dei paradisi della subacquea mondiale. A mezzogiorno, l’equipaggio ha dato l’allarme: nessuno di loro era riemerso.
Le ricerche immediate della Forza di Difesa Nazionale delle Maldive hanno portato al ritrovamento di un primo corpo, localizzato all’interno di una grotta sottomarina. Le autorità maldiviane ritengono che anche gli altri quattro subacquei si trovino nella stessa cavità, lunga circa 260 metri e profonda fino a 60 metri.
Chi erano le cinque vittime italiane
Le vittime hanno un profilo umano e professionale straordinario, che rende questa tragedia ancora più devastante.
Monica Montefalcone, 51 anni, era professoressa associata in Ecologia all’Università di Genova, volto noto della divulgazione scientifica in tv. Era una delle maggiori esperte italiane di ecosistemi marini, responsabile di importanti progetti come Talassa, GhostNet e MER. Si trovava alle Maldive come coordinatrice di un progetto di ricerca universitario.
Giorgia Sommacal, 23 anni, era la figlia di Monica. Studentessa di ingegneria biomedica, aveva ereditato dalla madre l’amore profondo per il mare.
Muriel Oddenino, 31 anni, di Poirino, ricercatrice e assegnista di ricerca del DISTAV dell’Università di Genova, specializzata in biologia marina. Aveva dedicato la sua tesi di laurea alla diversità dei coralli nelle Maldive.
Gianluca Benedetti, originario di Padova, aveva lasciato una carriera nel mondo bancario per trasferirsi alle Maldive nel 2017 e trasformare la sua passione per la subacquea in una professione. Era operations manager del tour operator Albatros Top Boat e istruttore certificato.
Federico Gualtieri, di Borgomanero, nel Novarese, anch’egli istruttore subacqueo con una profonda conoscenza degli ecosistemi delle Maldive.
La dinamica dell’incidente: cosa potrebbe essere successo
La ricostruzione ufficiale è ancora in corso da parte delle autorità maldiviane. La Farnesina ha confermato che i subacquei stavano esplorando delle grotte a circa 50 metri di profondità quando qualcosa è andato drammaticamente storto.
Le ipotesi degli esperti
Gli specialisti di medicina subacquea hanno avanzato diverse possibili cause. La prima è la tossicità da ossigeno: respirare ossigeno ad alta pressione per un periodo prolungato può provocare crisi neurologiche improvvise, convulsioni e perdita di conoscenza. Una seconda ipotesi riguarda le correnti ascensionali improvvise all’interno della grotta, capaci di disorientare anche i subacquei più esperti. Non si esclude neppure un problema alla miscela di gas nelle bombole, o la perdita di visibilità causata dal sedimento sollevato in un momento di panico.
Alfonso Bolognini, presidente della Società Italiana di Medicina Subacquea ed Iperbarica, ha sottolineato che a quelle profondità, in ambienti chiusi come le grotte, anche un singolo momento di disorientamento può innescare una reazione a catena fatale.
La risposta della Farnesina e le operazioni in corso
La Farnesina ha attivato immediatamente tutti i canali diplomatici e consolari. L’Ambasciatore d’Italia competente per le Maldive, con sede a Colombo, è atterrato a Malè nelle prime ore del mattino successivo alla tragedia. Ha preso contatti diretti con i responsabili della Guardia costiera maldiviana presenti nella capitale.
Sul luogo dell’incidente sono arrivate le imbarcazioni della Guardia costiera maldiviana, con a bordo sommozzatori specializzati delle forze di polizia e della difesa nazionale, affiancati da un esperto subacqueo italiano che aveva già collaborato con le autorità locali in precedenza.
Il meteo complica tutto
Le condizioni meteorologiche rappresentano il principale ostacolo alle operazioni. L’ufficio meteorologico maldiviano ha emesso un’allerta gialla per la zona, ancora in vigore. Il mare mosso e le correnti instabili rendono ogni immersione ad alto rischio anche per i soccorritori. Nonostante questo, è prevista una prima immersione esplorativa con l’obiettivo di mappare i punti di accesso alla grotta e preparare il piano operativo per il recupero dei quattro corpi ancora in fondo al mare.
Una tragedia senza precedenti per le Maldive
Le autorità maldiviane hanno definito questo episodio il peggiore incidente subacqueo della storia del Paese. Le Maldive sono la terza destinazione turistica per gli italiani, con oltre 54.000 visitatori registrati solo a marzo. Il turismo subacqueo è uno dei pilastri dell’economia locale, e questa tragedia apre interrogativi seri sulle procedure di sicurezza nelle immersioni in cavità profonde.
Il ministro del Turismo italiano Gianmarco Mazzi ha espresso il suo cordoglio, definendo la tragedia qualcosa che lo ha rattristato profondamente, rivolgendo un pensiero ai familiari delle vittime.
Questa storia ci ricorda quanto il confine tra meraviglia e pericolo possa essere sottile, soprattutto sotto la superficie del mare. Cinque persone straordinarie, appassionate, competenti, hanno perso la vita in quello che amavano di più.
Scrivi nei commenti cosa ne pensi: dovrebbe esserci una regolamentazione più severa per le immersioni in grotta? La sicurezza subacquea in luoghi come le Maldive è davvero adeguata? La tua opinione conta.
