• Mer. Lug 29th, 2026

Taglio delle accise sul diesel, perché il prezzo resta ancora sopra i 2 euro nonostante lo sconto deciso dal Governo

Il taglio temporaneo delle accise sul gasolio è entrato in vigore, ma gli automobilisti continuano a trovare prezzi superiori ai due euro al litro in molti distributori italiani. Tra adeguamenti graduali dei listini, rincari del petrolio e verifiche richieste dalle associazioni dei consumatori, ecco perché gli effetti del provvedimento non sono ancora pienamente visibili.

Il taglio delle accise è partito, ma gli effetti alla pompa sono ancora limitati

 

Il Governo ha introdotto un taglio temporaneo delle accise sul gasolio con l’obiettivo di alleggerire il costo del diesel e riportarlo sotto la soglia psicologica dei due euro al litro. A distanza di circa due giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, però, la riduzione promessa non si riflette ancora in modo uniforme sui prezzi praticati dai distributori.

Secondo le rilevazioni pubblicate da Staffetta Quotidiana nella mattinata di mercoledì 29 luglio, il diesel continua infatti a mantenersi oltre i due euro al litro, mentre la benzina resta poco al di sotto di quella soglia. Una situazione che ha alimentato le proteste delle associazioni dei consumatori, le quali chiedono verifiche sull’effettiva applicazione dello sconto fiscale.

I prezzi medi registrati sulla rete nazionale

Le rilevazioni indicano che il prezzo medio della benzina in modalità self service si attesta a 1,986 euro al litro, sostanzialmente invariato rispetto al giorno precedente.

Il diesel, invece, registra un prezzo medio di 2,074 euro al litro, confermandosi ancora oltre i due euro nonostante il taglio delle accise. Per quanto riguarda gli altri carburanti, il GPL si mantiene intorno a 0,742 euro al litro, mentre il metano raggiunge 1,606 euro al chilogrammo.

Sulla rete autostradale i prezzi risultano ancora più elevati: la benzina self service si colloca mediamente a 2,074 euro al litro, mentre il gasolio arriva a 2,169 euro.

Perché il prezzo non è sceso quanto previsto

Tra ieri e oggi il prezzo medio del diesel è diminuito di circa 11 centesimi al litro. Si tratta di un calo importante, ma inferiore rispetto ai 17 centesimi previsti dal taglio delle accise.

Le ragioni di questa differenza sono diverse e riguardano soprattutto il funzionamento del mercato dei carburanti.

Adeguamento graduale dei distributori

Uno dei principali motivi è rappresentato dal fatto che non tutti i distributori hanno aggiornato contemporaneamente i propri listini.

Molti gestori stanno modificando i prezzi solo in queste ore, mentre altri potrebbero ancora vendere carburante acquistato quando le accise erano più elevate. Per questo motivo il beneficio fiscale tende a riflettersi sui prezzi in modo progressivo e non immediato.

Il costo del petrolio incide sui listini

Un altro elemento che limita gli effetti dello sconto riguarda l’andamento delle quotazioni del petrolio e dei carburanti all’ingrosso.

Se il prezzo della materia prima aumenta nello stesso periodo in cui viene ridotta la tassazione, parte del vantaggio ottenuto grazie al taglio delle accise può essere assorbito dagli incrementi dei costi di approvvigionamento.

Di conseguenza, la diminuzione visibile alla pompa può risultare inferiore rispetto a quella teoricamente prevista.

Il prezzo dei carburanti è stabilito dal mercato

In Italia il Governo può intervenire sulle accise, ma non può fissare direttamente il prezzo finale dei carburanti.

Ogni gestore definisce infatti il proprio listino in base ai costi sostenuti, alle dinamiche del mercato e alla concorrenza presente sul territorio.

Le autorità possono verificare eventuali anomalie nella formazione dei prezzi attraverso strumenti di controllo come Mister Prezzi o l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ma non possono imporre ordinariamente un prezzo unico valido per tutti.

L’obiettivo del Governo

L’Esecutivo punta a vedere gli effetti completi del provvedimento entro il primo fine settimana dell’esodo estivo di agosto, quando milioni di italiani si metteranno in viaggio per raggiungere le località di vacanza.

L’auspicio è che il progressivo aggiornamento dei listini consenta di trasferire integralmente il beneficio fiscale agli automobilisti nei prossimi giorni.

Le associazioni dei consumatori chiedono controlli

Il ritardo nell’applicazione completa dello sconto ha spinto diverse associazioni dei consumatori a chiedere l’intervento delle autorità.

Assoutenti ha domandato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy la convocazione urgente di Mister Prezzi e della Commissione di allerta rapida sui prezzi, con l’obiettivo di verificare eventuali anomalie nella formazione dei listini.

Secondo il presidente dell’associazione, Gabriele Melluso, è necessario fare piena chiarezza sulle differenze riscontrate tra il taglio delle accise deciso dal Governo e la riduzione effettivamente osservata presso molti distributori.

Anche il Codacons ha annunciato iniziative sul piano legale. L’associazione intende presentare un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e alla Procura della Repubblica di Roma affinché vengano accertate eventuali responsabilità lungo la filiera dei carburanti in relazione alla mancata riduzione dei prezzi del diesel.

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni

Per il momento il taglio delle accise produce effetti solo parziali. La riduzione dei prezzi è iniziata, ma non è ancora uniforme su tutto il territorio nazionale.

Nei prossimi giorni sarà determinante osservare se tutti i distributori completeranno l’adeguamento dei listini e se l’andamento delle quotazioni internazionali del petrolio permetterà di mantenere il beneficio fiscale introdotto dal Governo. Solo allora sarà possibile capire se il prezzo del diesel riuscirà davvero a tornare stabilmente sotto i due euro al litro.