• Mer. Lug 24th, 2024

Conflitto Russia-Ucraina: Zelensky E Putin, Punto Di Svolta!

Il conflitto tra Russia e Ucraina potrebbe aver raggiunto un punto di svolta importantissimo. Ecco che cosa è successo!

 

Il Cremlino ha esposto diverse condizioni per porre fine alla guerra in Ucraina. Tra queste vi è il ritiro delle truppe ucraine da tutti i territori occupati, compresi Crimea, Donbass, Kherson e Zaporizhzhia. Inoltre, Putin richiede che l’Ucraina rinunci all’adesione alla NATO e accetti la “smilitarizzazione” e “denazificazione” del Paese. Queste condizioni rappresentano, di fatto, una richiesta di capitolazione totale da parte di Kiev.

Putin ha dichiarato di non rifiutare i negoziati con l’Ucraina, ma non considera Zelensky un interlocutore legittimo per la firma di un accordo di pace. Secondo Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, Zelensky non può stipulare accordi scritti, poiché il suo mandato sarebbe scaduto, rendendo qualsiasi intesa “de iure illegittima”. Questa posizione è stata ribadita durante la conferenza di pace in Svizzera, alla quale hanno partecipato leader di oltre 80 Paesi, esclusi i delegati di Cina e Russia.

Alla vigilia del summit, Putin ha chiarito le sue richieste: oltre al ritiro delle truppe ucraine dai territori occupati, la Russia pretende che l’Ucraina assuma uno status neutrale, non allineato e non nucleare. La smilitarizzazione dell’Ucraina è un altro punto cruciale, come sottolineato nei colloqui del 2022 a Istanbul, dove era stato concordato anche il numero dei carri armati.

La Russia richiede anche il riconoscimento delle regioni occupate come parte del territorio russo e la garanzia dei diritti dei cittadini di lingua russa in Ucraina. Inoltre, Putin esige la revoca di tutte le sanzioni occidentali contro la Russia.

Peskov ha ulteriormente spiegato che, sebbene Mosca consideri Zelensky illegittimo, ciò non ostacola l’inizio di negoziati condotti da esperti e specialisti. Tuttavia, i risultati di tali colloqui dovrebbero essere sottoscritti da rappresentanti legittimi, escludendo quindi Zelensky.

Zelensky ha definito irricevibile la proposta di Putin, posizione condivisa anche dall’Alto Rappresentante dell’UE Josep Borrell. Secondo Borrell, le richieste di Putin mirano a legittimare l’invasione e a minare gli sforzi di pace.

Il summit di pace in Svizzera si è concluso con un comunicato finale che sottolinea la necessità del dialogo tra tutte le parti coinvolte. Tuttavia, una dozzina di Paesi, tra cui Armenia, Brasile, Colombia, India, Indonesia, Libia, Messico, Sudafrica, Thailandia, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, non hanno firmato il documento. Il testo riafferma l’impegno per l’integrità territoriale di tutti gli Stati, inclusa l’Ucraina, e sollecita lo scambio dei prigionieri di guerra e il ritorno dei bambini deportati.

La premier italiana Giorgia Meloni è intervenuta al vertice, ribadendo il sostegno dell’Italia all’Ucraina. Ha assicurato Zelensky che l’Italia continuerà a sostenere Kiev, dichiarando che l’Ucraina può contare sull’aiuto italiano per tutto il tempo necessario.

Andriy Yermak, capo di gabinetto dell’ufficio di presidenza dell’Ucraina, ha annunciato che, una volta elaborato un piano di pace con la comunità internazionale, l’Ucraina cercherà di presentarlo alla Russia in un secondo summit a livello di leader. Zelensky ha confermato che alcuni Paesi si sono già offerti di ospitare questo secondo summit, ma ha riconosciuto che la distanza tra Kiev e Mosca resta ancora enorme.

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