Proseguono le indagini sul duplice omicidio di Pietracatella costato la vita a Sara Di Vita e alla madre Antonella Di Ielsi, morte dopo essere state avvelenate con la ricina. Una stretta amica della famiglia è stata denunciata per favoreggiamento dopo presunte dichiarazioni non veritiere agli investigatori. Le analisi sui dispositivi elettronici sequestrati e gli interrogatori continuano, mentre si attendono i risultati definitivi delle autopsie.
Duplice omicidio di Pietracatella: emerge una nuova svolta nelle indagini
Le indagini sul duplice omicidio di Pietracatella continuano a far emergere nuovi elementi. Al centro dell’inchiesta ci sono le morti di Sara Di Vita e della madre Antonella Di Ielsi, decedute lo scorso dicembre dopo essere state avvelenate con la ricina, una sostanza altamente tossica.
Nelle ultime ore è arrivata una novità che potrebbe avere un peso importante nel lavoro degli investigatori. Una donna molto vicina alla famiglia è stata infatti denunciata con l’accusa di favoreggiamento. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe fornito informazioni ritenute non corrispondenti alla realtà durante alcuni interrogatori svolti presso la Questura.
L’episodio rappresenta uno dei più recenti sviluppi di un’indagine che, a distanza di mesi dai fatti, resta particolarmente complessa e ancora aperta su diversi fronti.
Le dichiarazioni contestate dagli investigatori
La denuncia nasce da tre interrogatori nei quali la donna avrebbe sostenuto che all’interno della famiglia non esistessero particolari problemi o tensioni significative.
Tuttavia, gli approfondimenti successivamente effettuati dagli investigatori avrebbero portato a una ricostruzione differente. In particolare, la Squadra Mobile avrebbe individuato elementi che contrasterebbero con quanto dichiarato dalla testimone.
Secondo gli accertamenti svolti fino a questo momento, i rapporti familiari non sarebbero stati privi di difficoltà come inizialmente riferito. Per questo motivo gli investigatori ritengono che alcune delle informazioni fornite possano aver ostacolato il corretto sviluppo delle indagini.
La posizione della donna è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, che dovrà valutare il contenuto delle contestazioni formulate dagli investigatori.
Il ruolo decisivo delle chat e dei dispositivi sequestrati
Uno degli strumenti investigativi più importanti in questa fase è rappresentato dall’analisi dei dispositivi elettronici sequestrati.
Gli esperti stanno esaminando smartphone, tablet, computer e altri supporti informatici appartenenti alle persone coinvolte nell’inchiesta. Proprio da queste verifiche sarebbero emersi elementi considerati rilevanti.
Le chat recuperate dagli investigatori avrebbero infatti evidenziato conversazioni che farebbero riferimento a contrasti e dissidi all’interno dell’ambiente familiare. In particolare, alcune discussioni sarebbero legate a vicende del passato della coppia e a questioni che, secondo chi indaga, potrebbero contribuire a delineare meglio il contesto nel quale si sono sviluppati gli eventi.
Si tratta di materiale che viene ora attentamente analizzato per comprendere la reale portata delle informazioni contenute e per verificare eventuali collegamenti con il duplice omicidio.
Un quadro investigativo ancora in evoluzione
Gli investigatori invitano comunque alla prudenza. Le verifiche sui contenuti digitali sono ancora in corso e molte informazioni devono essere approfondite prima di poter assumere un valore definitivo all’interno dell’inchiesta.
L’obiettivo resta quello di ricostruire nel modo più accurato possibile i rapporti personali, familiari e sociali che ruotavano attorno alle due vittime.
Ogni messaggio, conversazione o documento recuperato dai dispositivi potrebbe contribuire ad aggiungere un tassello importante alla ricostruzione complessiva della vicenda.
Altri testimoni avrebbero mostrato reticenza
La denuncia per favoreggiamento non sarebbe un episodio isolato.
Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, anche altri testimoni ascoltati negli ultimi mesi avrebbero manifestato una certa difficoltà nel fornire informazioni complete agli investigatori.
Gli inquirenti parlano infatti di comportamenti ritenuti reticenti, con alcune persone che avrebbero omesso dettagli considerati potenzialmente utili per chiarire diversi aspetti della vicenda.
Questo elemento viene osservato con particolare attenzione dagli investigatori, che continuano a raccogliere testimonianze e confrontare le dichiarazioni rese dai vari soggetti coinvolti.
La verifica incrociata tra testimonianze, dati informatici e risultati scientifici rappresenta uno degli aspetti centrali dell’inchiesta.
Nuovi interrogatori e sopralluoghi in programma
Parallelamente alle attività tecniche, la Squadra Mobile continua ad ascoltare conoscenti, amici e persone che avevano rapporti con la famiglia.
Gli interrogatori proseguono con l’obiettivo di verificare ogni possibile dettaglio utile alla ricostruzione dei fatti e di chiarire eventuali contraddizioni emerse nel corso degli accertamenti.
Nel frattempo è previsto anche un nuovo sopralluogo nell’abitazione di Pietracatella dove si sono verificati gli eventi. La casa rimane tuttora sotto sequestro e continua a rappresentare un punto centrale dell’attività investigativa.
Gli specialisti potrebbero effettuare ulteriori verifiche tecniche alla ricerca di elementi che in precedenza non erano stati individuati oppure che necessitano di approfondimenti.
Attesa per i risultati definitivi delle autopsie
Un altro momento particolarmente importante per l’inchiesta arriverà entro la fine del mese.
Sono infatti attesi i risultati definitivi delle autopsie eseguite sui corpi di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi. Le conclusioni medico-legali potrebbero fornire indicazioni fondamentali sulle modalità dell’avvelenamento e contribuire a chiarire ulteriormente la dinamica della morte delle due donne.
Gli esiti degli esami saranno valutati insieme agli altri elementi raccolti dagli investigatori, inclusi i dati informatici, le testimonianze e gli accertamenti tecnici svolti finora.
Un’indagine ancora aperta
A diversi mesi dal duplice omicidio che ha scosso Pietracatella, il lavoro degli investigatori prosegue senza sosta.
La denuncia per favoreggiamento nei confronti di una persona vicina alla famiglia aggiunge un nuovo capitolo a una vicenda ancora ricca di interrogativi. L’analisi delle chat, i nuovi interrogatori, i sopralluoghi programmati e gli imminenti risultati delle autopsie rappresentano passaggi cruciali per fare piena luce su quanto accaduto.
Per il momento gli investigatori continuano a seguire ogni pista utile, nella convinzione che ulteriori elementi possano emergere dalle attività ancora in corso.
