La Corte d’Appello di Madrid ha condannato Mediaset España a versare 73,2 milioni di euro a ITV Global Entertainment per i profitti ottenuti dalla trasmissione di Pasapalabra tra il 2012 e il 2019. La decisione rappresenta l’ultimo capitolo di una controversia legale iniziata oltre un decennio fa e che coinvolge diritti televisivi, licenze internazionali e proprietà intellettuale del celebre quiz.
Mediaset condannata a risarcire ITV: 73,2 milioni per il caso Pasapalabra
Nuova e pesante battuta d’arresto per Mediaset in Spagna. La Corte d’Appello di Madrid ha stabilito che il gruppo televisivo dovrà versare 73,2 milioni di euro a ITV Global Entertainment, società britannica che gestisce i diritti internazionali del format Pasapalabra.
La decisione rappresenta uno degli sviluppi più rilevanti di una disputa giudiziaria che si trascina da anni e che ha già portato, nel 2019, alla sospensione del programma dagli schermi di Telecinco, emittente appartenente al gruppo Mediaset España.
Secondo quanto stabilito dai giudici spagnoli, il risarcimento è legato ai ricavi ottenuti dalla trasmissione del quiz tra il 2012 e il 2019, periodo durante il quale sarebbero state violate alcune condizioni contrattuali relative allo sfruttamento del format.
Una controversia che dura da oltre dieci anni
La vicenda giudiziaria affonda le proprie radici in una complessa rete di accordi commerciali e licenze internazionali.
Pasapalabra, conosciuto dal pubblico italiano per la sua parentela con il celebre Passaparola, deriva infatti dal format britannico The Alphabet Game, ideato da Rebecca Thornhill, Mark Maxwell-Smith e Andrew O’Connor.
Il quiz debuttò in televisione nel Regno Unito nel 1996 sulla BBC. Successivamente, i creatori del format concessero i diritti di sfruttamento a una società chiamata Einstein, che nel corso degli anni passò attraverso diverse trasformazioni societarie fino a confluire nell’attuale ITV Global Entertainment, titolare dei diritti coinvolti nel procedimento.
Dall’Italia alla Spagna
I rapporti tra le società che gestivano il format e il gruppo Mediaset risalgono agli anni Novanta.
In Italia nacque Passaparola, programma che utilizzava elementi del format originale attraverso specifici accordi di licenza. In seguito il gioco arrivò anche sul mercato spagnolo.
Nel 2000 il quiz venne lanciato inizialmente da Antena 3 con il nome Pasapalabra. Una delle principali novità introdotte nella versione spagnola era la fase finale denominata El Rosco, destinata a diventare il simbolo stesso del programma.
Pochi mesi dopo, i diritti di trasmissione passarono a Telecinco, che continuò a utilizzare il format mantenendo anche la celebre prova conclusiva.
Il nodo della licenza e il caso “El Rosco”
Con il passare degli anni emersero divergenze sempre più profonde tra Mediaset e ITV riguardo ai diritti di utilizzo del programma.
Telecinco inizialmente trasmetteva Pasapalabra attraverso accordi stipulati con società che rappresentavano i diritti di ITV. Successivamente, nel maggio del 2009, venne firmato un contratto diretto tra le parti.
Proprio in quel periodo emerse una contestazione relativa all’utilizzo di El Rosco. Secondo ITV, quella parte del programma non poteva essere sfruttata nelle modalità adottate dall’emittente spagnola senza specifiche autorizzazioni.
La questione si trasformò rapidamente in una disputa legale destinata a protrarsi per anni e a coinvolgere diversi tribunali spagnoli.
Le accuse reciproche
Nel 2010 fu Mediaset a passare all’attacco.
Il gruppo televisivo avviò un procedimento giudiziario chiedendo che alcuni accordi fossero dichiarati nulli e domandando la restituzione delle somme versate a ITV in virtù di quei contratti.
La risposta del gruppo britannico non tardò ad arrivare. ITV presentò a sua volta una richiesta giudiziaria sostenendo che Telecinco avesse violato gli accordi esistenti e provocato un danno economico rilevante.
L’azienda britannica chiese inoltre il riconoscimento del proprio diritto esclusivo sul format e un risarcimento per i profitti generati dalla trasmissione contestata.
La sentenza del 2014 e la svolta del 2019
Il primo importante verdetto arrivò nel 2014.
Il Tribunale commerciale di Madrid respinse le richieste avanzate da Mediaset e accolse invece le ragioni sostenute da ITV. I giudici riconobbero l’esistenza di una violazione contrattuale da parte di Telecinco e confermarono il diritto della società britannica a essere risarcita.
La battaglia giudiziaria però non si concluse.
Negli anni successivi furono presentati nuovi ricorsi e impugnazioni, fino ad arrivare al pronunciamento della Corte Suprema spagnola nel 2019.
Quella decisione segnò un passaggio fondamentale: Telecinco fu costretta a interrompere la trasmissione di Pasapalabra e venne confermato il principio secondo cui ITV aveva diritto a essere risarcita per l’utilizzo ritenuto irregolare del programma.
Perché il risarcimento ammonta a 73,2 milioni di euro
L’ultimo pronunciamento della Corte d’Appello di Madrid riguarda principalmente la quantificazione economica del danno.
I giudici hanno stabilito che ITV deve ricevere 73,2 milioni di euro come compensazione per i benefici economici ottenuti da Mediaset attraverso la trasmissione del programma durante gli anni oggetto del contenzioso.
Si tratta di una cifra particolarmente elevata che rappresenta uno dei più consistenti risarcimenti legati a una controversia televisiva in Spagna.
La decisione costituisce un duro colpo per Mediaset España, che dovrà ora valutare le possibili iniziative legali ancora percorribili.
Mediaset valuta nuove mosse legali
Secondo quanto emerso nelle ore successive alla sentenza, all’interno del gruppo Mediaset la decisione della Audiencia Provincial di Madrid sarebbe stata accolta con sorpresa.
L’azienda ritiene infatti che il quadro giuridico sia cambiato in seguito a una recente decisione del Tribunal Supremo spagnolo relativa a un procedimento che coinvolgeva ITV e Atresmedia.
Secondo questa interpretazione, alcuni presupposti che avevano sostenuto la richiesta risarcitoria potrebbero risultare indeboliti, in particolare per quanto riguarda la presunta violazione del copyright collegata al segmento finale del gioco, El Rosco.
Per questo motivo il gruppo starebbe valutando la possibilità di richiedere l’annullamento del procedimento esecutivo o di intraprendere ulteriori iniziative giudiziarie.
Una vicenda ancora aperta
Nonostante la condanna da 73,2 milioni di euro rappresenti un passaggio cruciale nella lunga disputa tra Mediaset e ITV, la vicenda potrebbe non essere ancora definitivamente conclusa.
Le ultime mosse del gruppo televisivo lasciano infatti aperta la possibilità di nuovi sviluppi giudiziari nei prossimi mesi.
Nel frattempo, la sentenza della Corte d’Appello di Madrid segna un nuovo capitolo di una delle controversie più complesse e durature della televisione europea, una battaglia che da oltre dieci anni intreccia diritti televisivi, proprietà intellettuale e interessi economici milionari attorno a uno dei quiz più popolari del panorama televisivo spagnolo.
