• Dom. Giu 7th, 2026

Gigi Proietti, sparisce la lapide dalla tomba al Verano: allarme furto, ma era tutto un clamoroso equivoco

Grande preoccupazione al Cimitero Monumentale del Verano di Roma dopo la scomparsa della lapide della tomba di Gigi Proietti. In un primo momento si è parlato di furto e vandalismo, con tanto di denuncia e indagini avviate. Poche ore dopo è arrivata la spiegazione della famiglia. Ecco cosa è successo davvero.

Gigi Proietti, il giallo della lapide scomparsa al Verano

 

Per diverse ore Roma ha temuto il peggio. La lapide della tomba di Gigi Proietti, custodita nel Cimitero Monumentale del Verano, era improvvisamente sparita. La notizia ha iniziato a circolare rapidamente, suscitando indignazione e preoccupazione tra i tantissimi ammiratori dell’attore che ancora oggi rappresenta uno dei simboli più amati della cultura romana e italiana.

L’assenza della lastra funeraria aveva fatto pensare immediatamente a un gesto vandalico o addirittura a un furto. L’allarme è stato tale da spingere l’Ama, la società che gestisce i servizi cimiteriali della Capitale, ad attivare le procedure previste in casi simili e a informare le autorità competenti. Tuttavia, nel giro di poche ore, la vicenda ha assunto contorni completamente diversi.

L’allarme lanciato dall’Ama

Tutto è iniziato quando è stata rilevata la mancanza della lapide che ricopriva la tomba dell’attore romano, scomparso il 2 novembre 2020 nel giorno del suo ottantesimo compleanno.

Secondo le prime informazioni diffuse, la lastra di marmo nero con l’epitaffio dorato sembrava essere stata rimossa senza autorizzazione. La situazione è stata interpretata inizialmente come un possibile episodio di vandalismo o profanazione.

La denuncia e le indagini

L’Ama aveva comunicato di aver presentato una denuncia alle forze dell’ordine e di aver messo a disposizione le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza installato all’interno del Verano.

La notizia ha immediatamente generato reazioni di sdegno. Molti cittadini e numerosi fan dell’artista hanno espresso incredulità davanti all’ipotesi che qualcuno potesse aver preso di mira la tomba di una figura così amata.

L’episodio appariva particolarmente grave perché riguardava un luogo della memoria molto visitato da chi continua a rendere omaggio all’attore che ha segnato la storia del teatro, della televisione e del cinema italiano.

La verità emerge poche ore dopo

Quando ormai il caso stava assumendo proporzioni nazionali, è arrivato il chiarimento che ha completamente ribaltato la ricostruzione iniziale.

La famiglia Proietti ha infatti spiegato che la lapide non era stata rubata e non era stata danneggiata da alcun malintenzionato. La sua rimozione era stata effettuata regolarmente dall’agenzia funebre incaricata dai familiari.

Perché la lapide è stata rimossa

La motivazione è legata a un momento particolarmente delicato per la famiglia.

La lastra è stata temporaneamente prelevata per consentire l’inserimento del nome di Sagitta Alter, moglie storica di Gigi Proietti, scomparsa il 21 aprile scorso all’età di 85 anni.

Sagitta Alter è stata una presenza fondamentale nella vita dell’artista. Dalla loro unione sono nate le figlie Susanna e Carlotta, e il loro legame è durato per decenni.

Essendo stata sepolta nello stesso luogo del marito, si è reso necessario aggiornare l’iscrizione presente sulla lapide affinché potesse riportare anche il suo nome. Si tratta quindi di una procedura ordinaria e perfettamente legittima.

Un gigantesco malinteso

L’intera vicenda sembra essere nata da un problema di comunicazione.

Secondo quanto ricostruito nelle ore successive, la famiglia aveva autorizzato la rimozione della lapide e l’intervento era stato effettuato alla luce del sole dall’impresa funebre incaricata.

Tuttavia, qualcosa nel flusso delle comunicazioni non avrebbe funzionato correttamente, facendo scattare l’allarme tra i responsabili dei servizi cimiteriali.

Il risultato è stato un vero e proprio cortocircuito informativo che ha trasformato una normale operazione tecnica in un presunto caso di furto.

L’epitaffio simbolo della tomba

La lapide di Gigi Proietti è particolarmente nota anche per la frase incisa sulla sua superficie.

L’epitaffio in latino recita: “Hic iacet pulvis, cinis et nihil”, una formula che può essere tradotta come “Qui giace polvere, cenere e il nulla”.

Una frase che aveva colpito profondamente i visitatori e che era diventata uno degli elementi più riconoscibili della tomba dedicata all’artista romano.

Il sollievo dei fan

Quando è emersa la reale dinamica dei fatti, il clima è cambiato rapidamente.

Quello che sembrava un episodio di profanazione si è trasformato in una notizia molto diversa: un intervento finalizzato a ricordare e commemorare anche Sagitta Alter accanto al marito.

Per i tantissimi estimatori di Proietti si è trattato di un grande sospiro di sollievo. Nessun vandalo, nessun furto e nessun danneggiamento.

La lapide tornerà al suo posto una volta completate le incisioni necessarie. Secondo quanto riferito dalla famiglia, la ricollocazione dovrebbe avvenire a breve, con il monumento funerario aggiornato per accogliere il ricordo di entrambi i coniugi.

Una storia che ha commosso Roma

L’episodio dimostra quanto sia ancora forte il legame tra Roma e Gigi Proietti.

Bastate poche ore di incertezza perché l’ipotesi di una profanazione generasse una vasta ondata di indignazione e solidarietà.

Alla fine, però, la vicenda si è conclusa nel migliore dei modi. Dietro la sparizione della lapide non c’era alcun gesto criminale, ma semplicemente il desiderio della famiglia di completare il luogo di riposo dell’attore aggiungendo il nome della donna che ha condiviso con lui gran parte della vita.

Un equivoco che ha fatto discutere l’intera città, ma che si è risolto con una spiegazione semplice e profondamente umana.