• Gio. Giu 11th, 2026

Roberto Vannacci a Otto e Mezzo: scontro con Lilli Gruber su migranti, Lega, Meloni e centrodestra

Roberto Vannacci è stato ospite per la prima volta a Otto e Mezzo su La7, dove ha affrontato un confronto serrato con Lilli Gruber. Nel corso dell’intervista ha parlato della sua uscita dalla Lega, del rapporto con Giorgia Meloni, delle politiche migratorie, del suo nuovo movimento Futuro Nazionale e delle principali questioni che stanno animando il dibattito politico italiano.

Roberto Vannacci debutta a Otto e Mezzo e difende la sua linea politica

 

Prima apparizione a Otto e Mezzo per Roberto Vannacci. L’europarlamentare e fondatore del movimento Futuro Nazionale è stato ospite di Lilli Gruber in un’intervista caratterizzata da toni spesso accesi e da un confronto diretto sui principali temi dell’attualità politica.

Fin dalle prime battute, Vannacci ha voluto chiarire il proprio posizionamento politico, respingendo l’etichetta di esponente dell’estrema destra. Ha invece rivendicato con forza la propria appartenenza a quella che definisce una “destra autentica”, sottolineando di non aver mai rinnegato le idee e i valori che sostiene da anni.

L’ex generale ha inoltre ricordato la sua esperienza nelle Forze Armate, che ha occupato gran parte della sua vita professionale, e il suo attuale ruolo nel Parlamento europeo all’interno del gruppo Europa delle Nazioni Sovrane.

Il rapporto con Giorgia Meloni e le critiche al centrodestra

Uno dei passaggi più significativi dell’intervista ha riguardato il rapporto con il governo guidato da Giorgia Meloni.

Vannacci ha riconosciuto di condividere numerose idee con la presidente del Consiglio, ma ha espresso dubbi sul modo in cui alcune promesse politiche siano state tradotte in azioni concrete. Secondo l’europarlamentare, molte delle proposte avanzate dal centrodestra non avrebbero trovato piena attuazione.

“La destra deve ritrovare la rotta”

Nel corso della trasmissione, Vannacci ha utilizzato una metafora nautica per descrivere il suo ruolo nel panorama politico.

Pur sostenendo che Meloni rappresenti ancora una figura riconducibile alla destra tradizionale, ha affermato che quella stessa area politica avrebbe smarrito parte della propria direzione originaria. Da qui la sua convinzione di poter contribuire a riportare il dibattito su posizioni che considera più coerenti con i principi sovranisti e identitari.

Le sue osservazioni hanno riguardato anche alcune decisioni prese a livello europeo da partiti appartenenti alla coalizione di governo, giudicate troppo vicine alle posizioni sostenute dal Partito Democratico.

Lo scontro sulle dichiarazioni di Marina Berlusconi

Tra gli argomenti affrontati c’è stato anche il rapporto con Forza Italia e le recenti prese di posizione di Marina Berlusconi.

Vannacci ha ribadito le critiche già espresse in passato, sostenendo che l’imprenditrice non ricopra incarichi politici e che quindi le sue valutazioni dovrebbero essere contestualizzate in tale prospettiva.

Le sue parole hanno alimentato ulteriormente il dibattito sulle possibili future alleanze nel centrodestra e sulle difficoltà che alcune componenti della coalizione mostrano nei confronti del leader di Futuro Nazionale.

Immigrazione, il tema centrale dell’intervista

Gran parte del confronto si è concentrato sul tema dell’immigrazione, da sempre uno degli argomenti più presenti nelle dichiarazioni pubbliche di Vannacci.

L’europarlamentare ha sostenuto che l’immigrazione clandestina rappresenti un costo significativo per lo Stato e ha ribadito la necessità di politiche più severe per il controllo dei flussi migratori.

La proposta della remigrazione

Nel corso della trasmissione, Vannacci ha rilanciato il concetto di “remigrazione”, una delle idee che più hanno fatto discutere negli ultimi mesi.

Secondo la sua impostazione, le persone prive del diritto a restare sul territorio italiano dovrebbero essere rimpatriate attraverso strumenti più efficaci e con un maggiore utilizzo dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio.

L’esponente politico ha inoltre sostenuto che gli accordi internazionali esistano già in molti casi e che il problema riguardi soprattutto la loro concreta applicazione.

Il riferimento ai Paesi terzi sicuri

Parlando delle possibili soluzioni, Vannacci ha citato anche l’ipotesi del trasferimento dei migranti verso Paesi terzi considerati sicuri.

Si tratta di un tema che continua a dividere il dibattito politico europeo e che negli ultimi anni è stato al centro di numerose discussioni tra governi nazionali e istituzioni comunitarie.

Le sue dichiarazioni hanno rappresentato uno dei momenti più discussi dell’intervista e hanno inevitabilmente riacceso il confronto sulle politiche migratorie.

La rottura con la Lega

Un altro capitolo importante del colloquio ha riguardato il rapporto ormai concluso con la Lega e con Matteo Salvini.

Vannacci ha difeso la scelta di lasciare il partito, spiegando di aver agito per coerenza rispetto alle proprie convinzioni politiche.

Secondo la sua analisi, il movimento guidato da Salvini avrebbe assunto posizioni non sempre lineari su alcuni temi fondamentali, soprattutto in ambito europeo.

Le accuse di incoerenza

L’ex generale ha citato come esempio alcune votazioni riguardanti il sostegno militare all’Ucraina, sostenendo che la Lega avrebbe adottato atteggiamenti differenti tra il livello nazionale e quello europeo.

Per Vannacci questa divergenza rappresenterebbe un problema di credibilità politica.

Nel corso dell’intervista è arrivata anche una frase destinata a far discutere: alla domanda sul rapporto con Salvini, ha sostenuto di non essere stato lui a sfruttare il leader leghista per ottenere visibilità politica, ma il contrario.

Futuro Nazionale e la sfida elettorale

Vannacci ha poi rivendicato i risultati raggiunti dal suo nuovo progetto politico.

Secondo quanto dichiarato durante la trasmissione, Futuro Nazionale avrebbe raccolto circa 100 mila iscritti nei primi mesi di attività.

Per il leader del movimento questo dato rappresenterebbe la dimostrazione dell’esistenza di uno spazio politico autonomo rispetto alla Lega e al resto del centrodestra.

L’obiettivo dichiarato è quello di costruire una forza politica capace di rappresentare gli elettori che si riconoscono in una linea più identitaria e sovranista.

Famiglia, comunità LGBTQ+ e diritti

L’intervista ha toccato anche temi etici e sociali.

Vannacci ha ribadito il proprio sostegno al concetto di famiglia naturale e ha criticato alcune aperture della Lega nei confronti delle associazioni LGBTQ+.

Secondo l’europarlamentare, tali iniziative sarebbero in contrasto con i principi che il partito ha tradizionalmente dichiarato di voler difendere.

Le sue posizioni su questi temi continuano a suscitare forti reazioni sia tra i sostenitori sia tra gli oppositori.

Ponte sullo Stretto e quote rosa

Nella parte finale della trasmissione, il confronto si è spostato su altri argomenti di attualità.

Sul Ponte sullo Stretto, Vannacci si è detto favorevole alla realizzazione dell’opera, sostenendo che le infrastrutture strategiche non debbano essere bloccate in presenza di contestazioni o polemiche.

Per quanto riguarda invece le quote rosa, ha espresso una posizione critica, affermando che uomini e donne dovrebbero essere valutati esclusivamente per competenze e capacità personali, senza ricorrere a meccanismi di rappresentanza obbligatoria.

Un’intervista destinata a far discutere

La prima partecipazione di Roberto Vannacci a Otto e Mezzo ha offerto un quadro chiaro delle sue posizioni politiche e delle distanze che oggi lo separano da una parte del centrodestra.

Tra immigrazione, rapporti con Giorgia Meloni, critiche alla Lega e difesa delle proprie idee su famiglia e identità nazionale, il leader di Futuro Nazionale ha confermato la volontà di proporsi come una voce autonoma nel panorama politico italiano.

Un confronto serrato con Lilli Gruber che, inevitabilmente, continuerà ad alimentare il dibattito pubblico nei prossimi giorni.