Figli strappati, notti di urla, una porta chiusa a chiave. La famiglia nel bosco accusa l’Italia davanti al mondo: “Ci hanno abbandonato tutti. Andiamo via per sempre.”
Un bambino che urla di notte chiedendo aiuto alla madre. Una porta chiusa a chiave che li separa. È davvero questa la tutela che l’Italia offre ai minori?
Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, la coppia australiana nota come la “famiglia nel bosco”, hanno parlato per la prima volta in televisione dalla separazione dai loro tre figli, avvenuta quattro mesi fa per decisione del Tribunale dei Minori dell’Aquila. E lo hanno fatto in modo esplosivo, davanti alle telecamere australiane.
In un’intervista al programma “60 Minutes Australia”, i due genitori hanno annunciato che il loro futuro non sarà in Italia: “Abbiamo accettato tutti i compromessi possibili — la scuola, i vaccini, il bagno — ma non ci restituiscono i nostri figli.”
Catherine ha raccontato le notti di terrore nella casa famiglia in Abruzzo, dove uno dei figli viene assalito dal panico: “Mi dice: mamma, aiutami, ho paura” — con grida che spezzano il cuore.
La donna non si ferma: “Molte persone non amano il nostro modo naturale di vivere. Abbiamo ceduto su tutto. Ma non ci restituiscono i bambini. Siamo stati abbandonati anche dal governo australiano.”
Sullo sfondo resta il loro annuncio di voler lasciare il Paese. Un annuncio però difficile da concretizzare: prima di partire, dovranno riconquistare la potestà genitoriale. Il Tribunale dei Minori è atteso a breve per pronunciarsi sul ricongiungimento.
Una famiglia spezzata, tre bambini che soffrono, un sistema sotto accusa. Voi da che parte state? Ditemi la vostra nei commenti.
