La nuova consulenza della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco riapre scenari inquietanti sulla morte di Chiara Poggi. L’antropologa forense Cristina Cattaneo sostiene che la ragazza fosse ancora cosciente nei primi minuti dell’aggressione e che abbia tentato una difesa passiva. Intanto emergono dettagli sui contatti con Andrea Sempio, oggi indagato, e sugli accessi sospetti al computer di casa Poggi.
Delitto di Garlasco, la nuova consulenza riapre interrogativi inquietanti
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il delitto di Garlasco continua a restituire nuovi interrogativi. Quello che sembrava un caso definitivamente chiuso torna infatti al centro dell’attenzione grazie a nuove analisi scientifiche che potrebbero cambiare la lettura degli ultimi momenti di vita della ragazza.
La Procura di Pavia, impegnata nella nuova indagine che coinvolge Andrea Sempio, ha affidato una consulenza all’antropologa forense Cristina Cattaneo, figura tra le più autorevoli in Italia nel campo della medicina legale. I risultati della relazione stanno facendo discutere perché introducono elementi che in passato non erano mai emersi con questa chiarezza.
Le ferite di Chiara Poggi e i minuti decisivi
Secondo la consulenza, Chiara Poggi sarebbe stata colpita almeno dodici volte. Ma il punto che più colpisce riguarda la dinamica dell’aggressione e la capacità della vittima di reagire.
Per anni si era ritenuto che Chiara non avesse avuto il tempo materiale per difendersi. Questa interpretazione era stata sostenuta anche dal medico legale Marco Ballardini, che aveva eseguito l’autopsia subito dopo il delitto. L’assenza di DNA estraneo sotto le unghie della ragazza sembrava confermare l’ipotesi di un’aggressione improvvisa e rapidissima.
La nuova consulenza, però, offre una prospettiva diversa. Cristina Cattaneo sostiene infatti che nei primi momenti dell’aggressione Chiara fosse probabilmente ancora vigile e cosciente. Non solo: avrebbe anche tentato una forma di “difesa passiva”, cercando forse di proteggersi o di allontanarsi dal pericolo.
Secondo quanto riportato nella relazione, la giovane avrebbe mantenuto:
- capacità di reagire;
- possibilità di compiere movimenti finalizzati;
- lucidità sufficiente per tentare di chiedere aiuto o mettersi al riparo.
Solo dopo ulteriori colpi alla testa avrebbe perso progressivamente la possibilità di reagire.
“È morta tra i 15 e i 20 minuti dopo l’inizio dell’aggressione”
Uno degli aspetti più forti della nuova consulenza riguarda la durata dell’aggressione.
Gli esperti parlano infatti di un intervallo compreso tra i 15 e i 20 minuti tra l’inizio dell’attacco e la morte della ragazza. Un dato impressionante, che cambia anche la percezione emotiva degli ultimi istanti vissuti da Chiara Poggi.
La relazione specifica che, nonostante le gravi ferite al volto e al cuoio capelluto, la vittima sarebbe rimasta cosciente almeno nelle prime fasi. Soltanto i colpi successivi, soprattutto quelli nella zona posteriore del cranio, sarebbero stati fatali.
Questo elemento riporta inevitabilmente al centro anche la ricostruzione temporale già affrontata nel processo contro Alberto Stasi. I giudici avevano infatti individuato una finestra di circa 23 minuti entro cui si sarebbe consumato il delitto e tutte le azioni successive attribuite all’ex fidanzato di Chiara.
Ora, però, la nuova relazione viene inserita nel fascicolo dell’indagine su Andrea Sempio.
L’impronta della scarpa e il piede di Andrea Sempio
Tra gli aspetti esaminati dagli esperti c’è anche la compatibilità tra il piede di Andrea Sempio e alcune impronte trovate nella villetta di Garlasco il giorno dell’omicidio.
Lo scorso ottobre Sempio è stato convocato nei laboratori milanesi diretti da Cristina Cattaneo per una serie di rilevazioni antropometriche. Tra queste anche la misura del piede.
La consulenza evidenzia che i parametri rilevati risultano compatibili con calzature numero 42-43. Un dettaglio che, secondo la Procura, potrebbe coincidere con la famosa impronta attribuita a una scarpa “Frau” numero 42, già analizzata negli anni dell’inchiesta su Stasi.
Non si tratta di una prova definitiva, ma di un elemento che gli investigatori stanno rivalutando all’interno del nuovo quadro investigativo.
Il mistero del computer di casa Poggi
Nelle ultime settimane è tornato al centro dell’attenzione anche il computer utilizzato da Chiara Poggi.
Secondo quanto riportato nel testo, sei giorni prima dell’omicidio la ragazza avrebbe aperto un video scolastico nel quale avrebbe riconosciuto Andrea Sempio. Da lì sarebbe nato il sospetto che il giovane avesse avuto accesso al computer di casa anche in momenti in cui non avrebbe dovuto utilizzarlo.
Sempre secondo questa ricostruzione, Chiara avrebbe poi deciso di criptare una cartella contenente video personali suoi e di Alberto Stasi.
Gli investigatori stanno approfondendo anche alcuni accessi informatici ritenuti sospetti, avvenuti in orari e circostanze considerate anomale. Tuttavia, su questo fronte, restano ancora molti aspetti da chiarire e non esistono al momento conclusioni definitive.
Le telefonate del 7 agosto e gli ultimi contatti
Un altro elemento che continua a suscitare interrogativi riguarda le telefonate ricevute da Chiara Poggi nelle ore precedenti alla morte.
Nel testo si parla di contatti ripetuti da parte di Andrea Sempio il 7 agosto, giornata in cui Chiara si trovava sola in casa. Anche questo dettaglio è oggi oggetto di approfondimenti investigativi.
L’ultimo gesto certo della ragazza resta quello registrato alle 9:12 del mattino, quando disattiva l’antifurto della villetta. Dopo quel momento, il silenzio.
Chiara non risponderà più né ai messaggi né alle telefonate.
Una vicenda che continua a dividere l’opinione pubblica
Il delitto di Garlasco resta uno dei casi più discussi della cronaca italiana. La condanna definitiva di Alberto Stasi non ha mai spento completamente dubbi, interrogativi e teorie alternative.
Le nuove analisi della Procura di Pavia non riscrivono automaticamente la verità giudiziaria, ma aggiungono nuovi tasselli a una vicenda che continua a generare attenzione e polemiche.
In particolare, la consulenza di Cristina Cattaneo riporta al centro un punto molto forte: Chiara Poggi potrebbe aver vissuto momenti drammaticamente più lunghi e coscienti di quanto si fosse immaginato per anni.
Ed è proprio questo dettaglio, più di ogni altro, a rendere ancora oggi questa storia così sconvolgente.
