• Sab. Ott 1st, 2022

Pensione In Italia: Come Recuperare I Contributi Mai Utilizzati!

Da oggi è possibile recuperare i contributi versati laddove siano presenti dei requisiti ben individuati dalla legge. Sicuramente non si tratta di un processo semplice, anche se l’Inps ha da poco autorizzato tale manovra. Scopriamo, dunque, come rientrare in possesso dei contributi versati in caso di errore o mancato utilizzo.

 

È possibile recuperare i contributi versati?

Non tutti sanno che è stata introdotta la possibilità di recuperare eventuali contributi versati nel caso in cui non siano stati ancora utilizzati. In alcuni casi il rimborso può essere monetario, ma bisogna analizzare la presenza di alcuni requisiti senza i quali sarà impossibile procedere.

Per poter beneficiare di questa risorsa è importante presentare la domanda volta alla restituzione dei soldi versati. Questi non dovranno essere stati utilizzati per nessun tipo di trattamento previdenziale.

È quindi importante sapere che è possibile riuscire a recuperare i contributi versati, ma questi non devono essere stati utilizzati. Non verranno, inoltre, considerati per quanto riguarda il versamento dell’assegno di pensione.

Quali sono le regole che bisogna rispettare?

Il Governo di Mario Draghi non ha ancora approfondito a dovere la questione, anche se molte sono le novità previste per questo tipo di riforma.

In base a quanto trapelato finora, deve essere presente un montante contributivo in quanto, per raggiungere la soglia della pensione servono almeno vent’anni di contributi. In caso di pensione anticipata invece, si parla di un tempo lavorativo di 42 anni e 10 mesi di anzianità da versare sottoforma di contributo.

Attualmente non esiste un unico metodo per andare in pensione, poiché alcune categorie di lavoratori possono accedere al trattamento pensionistico a 57 anni mentre altre a 66. Per non parlare di tutti quei casi in cui si può andare in pensione dopo aver compiuto 70 anni.

Tutto quello che bisogna sapere sulla pensione

L’assegno di pensione è un trattamento economico che viene concesso a tutti coloro che terminano il loro ciclo lavorativo. Le persone che vogliono andare in pensione devono aver svolto la propria mansione per un determinato periodo di tempo e aver versato un certo numero di contributi.

In linea generale si può andare in pensione a 67 anni anche se, analizzando il versamento dei contributi, si possono avere delle riduzioni e anticipare così l’età pensionabile.

Particolari agevolazioni vanno a manifestarsi quando il lavoratore è una donna, in quanto questa potrà accedere alla pensione una volta raggiunti i 58 anni di età. Ovviamente anche in questo caso bisognerà avere versato un certo numero di contributi, che non dovranno necessariamente superare la soglia dei 35 anni.

In ogni modo, al momento della pensione verrà effettuato dall’Inps il cosiddetto calcolo contributivo, che andrà a delineare anche l’importo dell’assegno che si riceverà.

Molto importante anche la questione dei contributi silenti, ovvero quei versamenti che il lavoratore fa ma che non vengono sfruttati in alcun modo. Si tratta di una grave perdita economica, in quanto il lavoratore va a pagare un contributo che di fatto entra nelle casse dell’Inps ma che non viene mai utilizzato.

Proprio per questo motivo è ora possibile chiedere la ricongiunzione dei contributi, riscattando tutti quei versamenti che nella vita non si ha avuto modo di utilizzare.

Eravate a conoscenza di questa possibilità offerta dalla legge oppure avete scoperto questa risorsa dopo aver letto il nostro articolo? A voi i commenti.