• Ven. Giu 19th, 2026

Tenta di strangolare un bambino di 3 anni al parco: arrestato un 29enne immigrato dopo l’intervento di un passante e della Polizia

Momenti di paura in un parco pubblico di Brescia, dove due bambini sono stati aggrediti da un uomo di 29 anni. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il più piccolo, di appena 3 anni, sarebbe stato vittima di un tentativo di strangolamento. Decisivo l’intervento di un passante che ha bloccato l’aggressore fino all’arrivo della Polizia. Disposta la revoca del permesso di soggiorno e avviate le procedure per l’espulsione.

Paura in un parco di Brescia: due bambini aggrediti

 

Una tranquilla giornata all’interno di un parco pubblico di Brescia si è trasformata improvvisamente in una scena di forte tensione e paura. Due bambini, che si trovavano nell’area verde insieme alle rispettive famiglie, sarebbero stati aggrediti da un uomo di 29 anni, successivamente arrestato dalla Polizia di Stato.

Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni degli investigatori, il 29enne, cittadino nigeriano regolarmente presente sul territorio italiano, avrebbe avvicinato i due minori e li avrebbe afferrati al collo senza alcun apparente motivo. L’episodio ha provocato momenti di panico tra i presenti, che hanno assistito alla scena e cercato di intervenire per fermare l’aggressione.

L’episodio più grave avrebbe coinvolto un bambino di appena tre anni, che secondo gli inquirenti sarebbe stato afferrato con forza e strattonato al collo in quello che viene descritto come un tentativo di strangolamento.

Il primo bambino riesce a fuggire

Stando alla ricostruzione effettuata dalle forze dell’ordine, il primo dei due bambini coinvolti sarebbe riuscito a liberarsi dalla presa dell’uomo e ad allontanarsi rapidamente.

La situazione sarebbe però degenerata pochi istanti dopo, quando il 29enne avrebbe rivolto la propria attenzione al bambino più piccolo. Il minore sarebbe stato bloccato con forza al collo, generando immediatamente la reazione disperata della madre, che si sarebbe precipitata per cercare di difendere il figlio.

Le urla della donna hanno attirato l’attenzione delle persone presenti nel parco, facendo comprendere a chi si trovava nelle vicinanze la gravità di quanto stava accadendo.

La reazione della madre

La madre del bambino di tre anni sarebbe intervenuta immediatamente nel tentativo di interrompere l’aggressione e mettere in salvo il figlio.

In situazioni di questo tipo, ogni secondo può risultare decisivo. Le richieste di aiuto della donna hanno mobilitato le persone presenti nell’area verde, trasformando un momento di estrema vulnerabilità in una reazione collettiva finalizzata a proteggere il minore.

Le testimonianze raccolte dagli investigatori saranno fondamentali per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’accaduto e chiarire tutti i passaggi della vicenda.

L’intervento decisivo di un passante

Determinante per evitare conseguenze potenzialmente ancora più gravi è stato l’intervento di un cittadino che si trovava nel parco.

L’uomo, attirato dalle urla e dalla concitazione del momento, sarebbe intervenuto direttamente per fermare il presunto aggressore. Secondo quanto riferito, tra i due sarebbe nata una colluttazione durante la quale il passante è riuscito ad avere la meglio.

Dopo essere riuscito a bloccare il 29enne, il cittadino lo avrebbe immobilizzato a terra in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine. Un gesto che, secondo la ricostruzione disponibile, ha consentito di mettere fine all’aggressione e di impedire che la situazione potesse ulteriormente degenerare.

Minuti concitati prima dell’arrivo della Polizia

I momenti successivi all’intervento del passante sarebbero stati particolarmente tesi. L’uomo fermato avrebbe continuato a mantenere un comportamento aggressivo, rendendo necessario l’intervento rapido delle pattuglie della Polizia di Stato.

Quando gli agenti sono arrivati sul posto, hanno trovato una situazione già parzialmente contenuta grazie all’azione del cittadino intervenuto in difesa del bambino.

Gli operatori hanno quindi preso in consegna il sospettato e avviato tutti gli accertamenti necessari per ricostruire l’accaduto.

L’arresto del 29enne

Secondo quanto riferito dalle autorità, il cittadino nigeriano avrebbe opposto resistenza anche durante l’intervento degli agenti.

Gli investigatori sostengono infatti che il 29enne avrebbe tentato di colpire i poliziotti con calci e pugni mentre veniva fermato. Questo comportamento ha portato all’aggiunta di ulteriori contestazioni oltre a quelle legate all’aggressione ai minori.

Al termine delle procedure di identificazione e degli accertamenti effettuati dalle forze dell’ordine, l’uomo è stato arrestato.

Le accuse contestate

Le accuse formulate nei confronti del 29enne sono quelle di lesioni personali aggravate, resistenza a pubblico ufficiale e violenza a pubblico ufficiale.

Si tratta di contestazioni che saranno ora valutate nell’ambito del procedimento giudiziario previsto dalla legge. Come sempre in questi casi, sarà l’autorità giudiziaria a esaminare gli elementi raccolti dagli investigatori e a stabilire le eventuali responsabilità.

Al momento, le informazioni disponibili derivano dalla ricostruzione effettuata dalle forze dell’ordine a seguito dell’intervento nel parco.

Revoca del permesso di soggiorno e avvio delle procedure di espulsione

Parallelamente all’azione penale, sono stati adottati anche provvedimenti sul piano amministrativo.

Secondo quanto comunicato, il questore di Brescia, Paolo Sartori, ha disposto la revoca del permesso di soggiorno del cittadino nigeriano coinvolto nella vicenda.

La decisione rappresenta il primo passaggio di un iter che porterà all’avvio delle procedure finalizzate all’espulsione dal territorio nazionale.

Anche questo aspetto seguirà i percorsi previsti dalla normativa vigente e sarà gestito dalle autorità competenti.

Un episodio che ha scosso la comunità

L’aggressione avvenuta in un luogo frequentato quotidianamente da famiglie e bambini ha inevitabilmente suscitato forte preoccupazione.

I parchi pubblici rappresentano spazi dedicati al gioco, alla socializzazione e al tempo libero. Per questo motivo episodi di violenza che coinvolgono minori generano particolare allarme tra i cittadini.

La presenza di numerose persone al momento dei fatti e il rapido intervento di un passante hanno contribuito a evitare conseguenze che avrebbero potuto essere ancora più gravi.

Resta ora il lavoro degli investigatori e dell’autorità giudiziaria per definire ogni dettaglio della vicenda e accertare con precisione quanto accaduto. Nel frattempo, la città di Brescia si trova a fare i conti con un episodio che ha profondamente colpito l’opinione pubblica e riportato l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi frequentati da famiglie e bambini.