• Ven. Giu 12th, 2026

Giampaolo Rossi rompe il silenzio sull’addio di Milo Infante alla Rai: cosa accadrà a Ore 14 e chi potrebbe sostituirlo

L’addio di Milo Infante alla Rai continua a far discutere. Giampaolo Rossi, amministratore delegato dell’azienda, ha commentato la partenza del giornalista verso Mediaset, parlando del futuro di Ore 14, dei possibili sostituti e delle strategie della Rai in un mercato televisivo sempre più competitivo.

Milo Infante lascia la Rai: le parole di Giampaolo Rossi sul futuro di Ore 14

 

L’uscita di scena di Milo Infante dalla Rai rappresenta uno dei movimenti più significativi del panorama televisivo italiano degli ultimi mesi. Dopo settimane di indiscrezioni, voci di corridoio e smentite, è arrivata la conferma ufficiale del passaggio del giornalista a Mediaset, una notizia che ha inevitabilmente aperto interrogativi sul destino dei programmi che ha guidato con successo negli ultimi anni.

Tra questi c’è soprattutto Ore 14, trasmissione che nel tempo è riuscita a ritagliarsi uno spazio importante nel palinsesto della televisione pubblica, conquistando ascolti solidi e un pubblico affezionato. Proprio per questo motivo, l’attenzione si è subito concentrata sulle possibili conseguenze dell’addio del conduttore.

A intervenire sulla questione è stato Giampaolo Rossi, amministratore delegato della Rai, che durante la presentazione della diciottesima edizione del Premio Biagio Agnes ha commentato la partenza di Infante e il futuro del programma.

Il rapporto tra Giampaolo Rossi e Milo Infante

Nel suo intervento, Rossi ha voluto innanzitutto rivolgere un messaggio personale al giornalista. Le sue parole hanno evidenziato non soltanto un rapporto professionale, ma anche un legame di amicizia costruito nel corso degli anni.

L’amministratore delegato ha infatti ricordato come la nascita stessa di Ore 14 sia stata il risultato di una collaborazione sviluppata in un clima di reciproca stima. Per questo motivo ha scelto di augurare a Infante il meglio per il prosieguo della sua carriera professionale, sottolineando il rispetto nei confronti di una figura che ha contribuito alla crescita dell’offerta informativa della Rai.

Nessuna indicazione sui sostituti

Se sul piano umano Rossi si è mostrato particolarmente aperto, molto più prudente è stato invece quando gli è stato chiesto chi potrebbe raccogliere l’eredità di Infante.

L’amministratore delegato ha spiegato che le valutazioni sono ancora in corso e che la questione è attualmente nelle mani dei direttori editoriali, impegnati nella definizione dei nuovi palinsesti. Nessun nome ufficiale è stato quindi confermato, lasciando spazio alle numerose ipotesi circolate nelle ultime ore.

Chi potrebbe prendere il posto di Milo Infante

L’ufficializzazione del passaggio di Infante a Mediaset ha immediatamente acceso il dibattito sui possibili successori.

Tra i nomi più citati figura quello di Salvo Sottile, indicato da alcune ricostruzioni giornalistiche come uno dei candidati più accreditati per guidare Ore 14 e la sua versione serale.

Accanto a lui vengono menzionati anche Tiberio Timperi e diversi volti dell’informazione Rai. Tra questi compaiono i nomi di Alessio Zucchini, Francesco Giorgino e Gianluca Semprini.

L’ipotesi Massimo Giletti

Tra le suggestioni emerse nelle ultime ore c’è anche quella che porta a Massimo Giletti.

Secondo alcune interpretazioni, il giornalista potrebbe rappresentare il profilo ideale per raccogliere il testimone lasciato da Infante. Tuttavia, al momento non esistono conferme ufficiali e tutte le ipotesi restano nel campo delle indiscrezioni. La Rai non ha ancora comunicato alcuna decisione definitiva.

Ore 14 rischia davvero la cancellazione?

Uno dei temi più discussi riguarda il futuro stesso del programma.

La domanda è inevitabile: senza il suo storico conduttore, Ore 14 continuerà a essere trasmesso oppure potrebbe uscire dal palinsesto?

Anche su questo punto Giampaolo Rossi ha scelto la linea della cautela. Interpellato sull’argomento, ha spiegato che ogni valutazione sarà effettuata dai direttori editoriali e che al momento non esistono decisioni ufficiali.

I numeri che potrebbero salvare il programma

Nonostante l’incertezza, molti osservatori ritengono improbabile una cancellazione.

Le ragioni sono principalmente legate agli ascolti. Nel corso della stagione televisiva compresa tra settembre 2025 e giugno 2026, Ore 14 ha registrato una media di circa un milione di telespettatori, raggiungendo uno share dell’8,5%, dati superiori alla media della rete. Numeri che rappresentano un patrimonio importante per la programmazione Rai e che potrebbero spingere l’azienda a preservare il format anche dopo l’uscita di Infante.

La riflessione di Rossi sul mercato televisivo

Nel suo intervento, Giampaolo Rossi ha allargato il discorso al più ampio contesto televisivo italiano.

Secondo l’amministratore delegato, il settore sta attraversando una fase particolarmente dinamica, caratterizzata da continui spostamenti di professionisti tra le principali aziende del comparto. In questo scenario, la perdita di alcuni volti storici viene compensata dall’arrivo di nuovi talenti, in un mercato sempre più aperto e competitivo.

Rossi ha ribadito la convinzione che la Rai continui a rappresentare uno dei principali poli di attrazione per professionisti e creativi della televisione italiana, sottolineando come il servizio pubblico mantenga un ruolo centrale nella produzione e valorizzazione dei talenti.

Un’estate decisiva per i palinsesti Rai

La partenza di Milo Infante apre ora una fase cruciale per la definizione della prossima stagione televisiva.

Le decisioni che verranno prese nelle prossime settimane non riguarderanno soltanto il nome del nuovo conduttore, ma anche il futuro stesso di un programma che negli ultimi anni ha saputo consolidare il proprio spazio nel pomeriggio Rai.

Per il momento le certezze sono poche: Infante ha scelto una nuova avventura professionale a Mediaset, mentre la Rai sta lavorando alle proprie strategie per il futuro. Tutto il resto, dai possibili sostituti al destino definitivo di Ore 14, resta ancora oggetto di valutazioni interne che verranno chiarite con la presentazione ufficiale dei prossimi palinsesti.