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Salvini rilancia le pensioni a 64 anni: superare la legge Fornero resta la priorità, ma la riforma potrebbe slittare al 2027

Matteo Salvini torna a parlare della riforma delle pensioni e conferma l’obiettivo della Lega di superare la legge Fornero, consentendo l’uscita dal lavoro a 64 anni anziché a 67. Il vicepremier si dice fiducioso, mentre il Ministero dell’Economia e l’INPS valutano i costi della misura. Resta però aperta l’ipotesi di un rinvio al 2027, con risorse iniziali limitate nella manovra economica.

Pensioni a 64 anni, Salvini rilancia il superamento della legge Fornero: cosa cambia e perché si parla del 2027

La possibilità di andare in pensione a 64 anni anziché a 67 torna al centro del dibattito politico italiano. A riaccendere l’attenzione sulla riforma previdenziale è Matteo Salvini, vicepremier, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e leader della Lega, che ribadisce la volontà di superare la legge Fornero.

L’obiettivo dichiarato è permettere ai lavoratori che hanno versato contributi di lasciare il lavoro fino a tre anni prima rispetto all’età ordinaria di pensionamento.

Ma tra le intenzioni politiche e la realizzazione concreta della misura rimangono alcuni passaggi fondamentali. Il principale riguarda le risorse economiche necessarie per finanziare l’eventuale riforma.

Mentre Salvini manifesta fiducia sulla possibilità di raggiungere il risultato, emerge anche l’ipotesi che una decisione definitiva possa essere rinviata al 2027.

Una situazione che rende necessario distinguere ciò che è stato annunciato da ciò che potrebbe effettivamente entrare nella prossima legge di bilancio.

Salvini punta sulle pensioni a 64 anni: l’obiettivo della Lega

Durante un intervento a Radio 24, nella trasmissione 24 Mattino del 27 ottobre 2026, Matteo Salvini è tornato sul tema della previdenza, confermando che il superamento della legge Fornero rappresenta una delle principali priorità politiche della Lega.

Il vicepremier ha spiegato che l’intenzione è quella di offrire ai lavoratori la possibilità di anticipare il pensionamento a 64 anni, rispetto ai 67 anni previsti come riferimento ordinario.

Si tratterebbe, nelle intenzioni del leader leghista, di restituire maggiore libertà di scelta a chi ha trascorso molti anni nel mondo del lavoro e desidera concludere la propria attività professionale prima dell’età attualmente prevista.

Salvini ha ricordato che questo obiettivo accompagna la Lega da diversi anni e che, nonostante i precedenti tentativi, non è stato ancora possibile realizzarlo attraverso le passate leggi di bilancio.

Il ministro ha tuttavia espresso fiducia nella possibilità di mantenere l’impegno assunto.

Tre anni di anticipo rispetto ai 67 anni

Il punto centrale della proposta riguarda la differenza tra l’età pensionabile ordinaria e quella indicata da Salvini.

Passare da 67 a 64 anni significherebbe, per i lavoratori eventualmente ammessi alla misura, poter anticipare il pensionamento di tre anni.

Una prospettiva importante per chi si trova nella fase conclusiva della carriera lavorativa.

Tuttavia, dalle dichiarazioni riportate non emerge ancora un quadro completo dei requisiti necessari per accedere a questa possibilità.

Non vengono specificati, per esempio, gli anni minimi di contribuzione richiesti, le eventuali limitazioni per determinate categorie di lavoratori o il metodo con cui verrebbe calcolato l’assegno pensionistico.

Per questo motivo non sarebbe corretto interpretare l’annuncio come l’introduzione già approvata di una pensione a 64 anni per tutti.

Al momento si tratta di un obiettivo politico sul quale sono ancora in corso valutazioni economiche.

Pensioni e legge Fornero: il problema delle coperture economiche

Uno degli aspetti più delicati riguarda il costo della riforma.

Salvini ha spiegato che il Ministero dell’Economia e delle Finanze e l’INPS stanno lavorando alle stime necessarie per valutare l’impatto finanziario della misura.

Il coinvolgimento di queste istituzioni è un passaggio essenziale, perché qualsiasi intervento sulle pensioni deve essere accompagnato da risorse sufficienti a sostenerne gli effetti.

Anticipare l’uscita dal lavoro significa infatti modificare il momento in cui una persona inizia a ricevere la pensione.

La sostenibilità dell’operazione dipende da diversi elementi, tra cui il numero dei potenziali beneficiari, i contributi accumulati e le modalità con cui verrebbero riconosciuti gli assegni.

Nelle sue dichiarazioni, Salvini ha sostenuto che sarà individuata la copertura necessaria per consentire a chi ha versato contributi di beneficiare della misura.

Resta però da conoscere l’effettiva quantificazione delle risorse e il contenuto di un eventuale provvedimento.

Perché il governo deve valutare attentamente i costi

Il tema delle pensioni si inserisce in una situazione economica che lo stesso Salvini ha definito complessa.

Il vicepremier ha richiamato le difficoltà internazionali, l’aumento del costo dei carburanti, i prezzi dell’energia e l’inflazione.

Si tratta di fattori che incidono sul quadro economico generale e che rendono più impegnativa la distribuzione delle risorse disponibili.

La questione, quindi, non riguarda soltanto la volontà politica di intervenire sulla legge Fornero.

Occorre stabilire quale spesa potrebbe comportare la riforma e come inserirla all’interno degli equilibri della finanza pubblica.

Questo spiega perché, pur in presenza di dichiarazioni favorevoli, non sia ancora possibile considerare definita la nuova disciplina pensionistica.

Pensione a 64 anni rinviata al 2027? L’ipotesi sul tavolo

Accanto all’ottimismo espresso da Salvini emerge un elemento che potrebbe modificare i tempi dell’intervento.

Secondo l’ipotesi riportata nel dibattito sulla manovra, la scelta definitiva sulla pensione a 64 anni potrebbe essere rinviata al 2027.

Nella legge di bilancio potrebbe trovare spazio soltanto un fondo iniziale, con risorse limitate e destinate a categorie selezionate.

Si parla di qualche centinaio di milioni di euro, ma non di una riforma generale già definita.

Questa prospettiva è diversa rispetto all’obiettivo più ampio indicato dalla Lega.

Da una parte c’è la volontà di consentire l’uscita a 64 anni; dall’altra, la possibilità di procedere attraverso un intervento iniziale più circoscritto, rinviando le decisioni principali.

Che cosa significherebbe un intervento limitato

Se venisse confermata l’ipotesi di un fondo destinato soltanto ad alcune categorie, la misura non rappresenterebbe automaticamente un nuovo diritto generalizzato al pensionamento a 64 anni.

La sua applicazione dipenderebbe dai requisiti stabiliti nel provvedimento e dalle risorse effettivamente disponibili.

Non sono però indicati con precisione i gruppi di lavoratori che potrebbero essere interessati.

Di conseguenza, non è ancora possibile individuare chi potrebbe beneficiare di un eventuale primo intervento.

È proprio questa incertezza a rendere centrale il testo definitivo della manovra.

Le dichiarazioni politiche indicano una direzione, ma saranno le disposizioni approvate a determinare le condizioni concrete.

Legge di bilancio: Salvini conferma il lavoro del governo

Nel corso della stessa intervista, il leader della Lega ha affrontato anche i tempi della manovra economica.

Interpellato sulla possibilità che il Consiglio dei ministri si riunisse il giorno successivo, il 28 ottobre, per il varo della legge di bilancio, Salvini ha confermato che il governo stava lavorando in quella direzione.

La manovra rappresenta il contesto nel quale dovranno essere valutate le diverse priorità economiche e politiche.

Il capitolo pensioni è uno dei temi sui quali la Lega intende concentrare la propria attenzione.

Tuttavia, il lavoro preparatorio e la previsione di una riunione del Consiglio dei ministri non equivalgono all’approvazione della riforma previdenziale.

Per conoscere l’effettivo contenuto delle misure sarà necessario fare riferimento alle decisioni formalmente adottate.

Non solo pensioni: le altre priorità indicate dalla Lega

Le dichiarazioni di Salvini non si sono concentrate esclusivamente sul pensionamento anticipato.

Il vicepremier ha indicato anche altri due temi sui quali la Lega intende intervenire: il regime fiscale forfettario per le partite IVA e la sicurezza.

Partite IVA: proposta di aumentare il tetto a 100.000 euro

Sul fronte fiscale, Salvini ha rilanciato l’obiettivo di innalzare a 100.000 euro la soglia di accesso al regime forfettario con tassazione al 15%.

Secondo quanto ricordato dal ministro, il sistema agevolato interessa già oltre due milioni di titolari di partita IVA.

L’eventuale innalzamento della soglia rappresenterebbe un ampliamento del limite attualmente previsto per il regime semplificato.

Anche in questo caso, però, si tratta di una priorità dichiarata, non di una modifica che può essere considerata già entrata in vigore sulla base delle parole del vicepremier.

Sicurezza: investimenti in personale, stipendi e dotazioni

Un altro capitolo riguarda la sicurezza.

Salvini ha parlato della necessità di destinare ulteriori investimenti alle forze dell’ordine, con interventi su stipendi, previdenza, attrezzature e assunzioni straordinarie.

Il ministro ha precisato che questa esigenza, nella posizione della Lega, non nasce soltanto dagli episodi degli ultimi giorni, ma da necessità che considera più generali.

La sicurezza viene dunque presentata come un’altra priorità da affrontare nella programmazione economica.

Resta da stabilire quali interventi potranno effettivamente essere finanziati.

Cosa cambia adesso per chi aspetta la pensione a 64 anni

Per i lavoratori interessati alla possibilità di andare in pensione prima dei 67 anni, il punto fondamentale è che l’annuncio di Salvini non modifica automaticamente le regole esistenti.

La proposta deve ancora essere definita nei suoi aspetti essenziali.

Mancano indicazioni complete sui requisiti contributivi, sulla platea dei beneficiari, sui criteri di calcolo e sulle eventuali decorrenze.

Non è quindi possibile affermare che tutti i lavoratori di 64 anni potranno lasciare il lavoro grazie a una nuova misura.

Allo stesso modo, l’ipotesi di un rinvio al 2027 non deve essere confusa con una decisione definitiva già adottata.

Le due prospettive, quella dell’intervento più ampio e quella di una misura iniziale limitata, descrivono uno scenario ancora in evoluzione.

Quali sono i punti ancora da chiarire

La questione decisiva riguarda il rapporto tra l’obiettivo politico e la sua effettiva sostenibilità economica.

Sarà necessario conoscere il costo stimato dal Ministero dell’Economia e dall’INPS, verificare le risorse disponibili e comprendere se la manovra conterrà una misura immediatamente applicabile oppure soltanto uno stanziamento preparatorio.

Un altro elemento importante sarà la definizione dei lavoratori eventualmente coinvolti.

Senza questi dettagli, parlare di pensione a 64 anni come di una possibilità già garantita rischierebbe di creare aspettative non supportate da una norma approvata.

Pensioni 2027, tra fiducia politica e decisioni ancora aperte

Le dichiarazioni del 27 ottobre 2026 riportano il superamento della legge Fornero al centro delle priorità della Lega.

Matteo Salvini si mostra fiducioso e ribadisce l’obiettivo di permettere il pensionamento a 64 anni, con un anticipo di tre anni rispetto ai 67.

Parallelamente, però, restano le verifiche sui costi e l’ipotesi che la decisione principale venga spostata al 2027.

È questa la distinzione più importante per comprendere la situazione: la pensione a 64 anni è un obiettivo politico dichiarato, ma non risulta ancora una riforma generale approvata sulla base delle informazioni disponibili nella notizia del 27 ottobre.

Per chi attende novità sulla propria uscita dal lavoro, saranno dunque determinanti il contenuto definitivo della legge di bilancio e le eventuali disposizioni attuative.