Le indagini sulla morte di Antonella Di Iesi e Sara Di Vita, madre e figlia decedute a Pietracatella dopo un avvelenamento da ricina, registrano nuovi sviluppi. Gli investigatori parlano di progressi significativi e sarebbe emerso un quarto sospettato, una persona esterna alla famiglia che avrebbe avuto un ruolo nella preparazione della sostanza tossica. Proseguono gli accertamenti della Procura di Larino e le attività investigative sul caso che continua a scuotere l’opinione pubblica.
Morte per ricina a Pietracatella, le indagini accelerano: spunta un quarto sospettato
Nuovi sviluppi nel caso che ha sconvolto il Molise
Il caso della morte di Antonella Di Iesi e della figlia Sara Di Vita continua a essere al centro dell’attenzione investigativa. Le due donne, decedute nel dicembre 2025 a Pietracatella, in provincia di Campobasso, sarebbero state vittime di un avvelenamento da ricina, una sostanza altamente tossica ricavata dai semi della pianta di ricino.
A distanza di mesi dai fatti, gli investigatori sembrano aver compiuto importanti passi avanti nella ricostruzione della vicenda. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, la Procura di Larino starebbe lavorando su nuovi elementi che potrebbero contribuire a chiarire le responsabilità dietro una delle vicende di cronaca più discusse degli ultimi tempi.
Gli investigatori parlano di progressi significativi
Le informazioni trapelate dalle attività investigative indicano che sarebbero stati compiuti “significativi passi avanti” nell’inchiesta. Si tratta di una definizione prudente ma rilevante, che lascia intendere come gli accertamenti abbiano portato all’emersione di nuovi elementi considerati utili dagli inquirenti.
La Procura mantiene il massimo riserbo sui dettagli dell’indagine. Una scelta comprensibile in una fase particolarmente delicata, nella quale ogni elemento raccolto deve essere verificato e inserito all’interno di un quadro probatorio ancora in evoluzione.
Nonostante il silenzio ufficiale, le indiscrezioni provenienti da fonti investigative descrivono un lavoro sempre più approfondito e focalizzato su alcune persone considerate di interesse per l’inchiesta.
Il possibile ruolo di un quarto sospettato
Una figura esterna alla famiglia
L’aspetto più rilevante emerso recentemente riguarda la comparsa di un quarto sospettato. Fino a oggi l’attenzione degli investigatori si sarebbe concentrata su tre profili principali. Le nuove verifiche avrebbero però portato all’individuazione di un’altra persona ritenuta potenzialmente coinvolta.
Secondo le ricostruzioni diffuse, si tratterebbe di un individuo che non avrebbe alcun legame diretto con la famiglia Di Vita. Proprio questo elemento rende la sua eventuale partecipazione particolarmente significativa per comprendere la rete di rapporti che gli investigatori stanno cercando di ricostruire.
Le informazioni disponibili suggeriscono che questa persona sarebbe entrata in contatto con gli altri soggetti attenzionati attraverso intermediari. Un dettaglio che, se confermato, potrebbe contribuire a chiarire eventuali collegamenti e dinamiche ancora poco comprensibili.
L’ipotesi sull’estrazione della ricina
L’elemento più delicato riguarda il presunto ruolo attribuito a questo nuovo sospettato. Secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stato lui a occuparsi dell’estrazione della ricina dai semi di ricino.
La ricina è una tossina estremamente pericolosa e la sua preparazione richiede procedure specifiche. Proprio per questo motivo gli investigatori stanno cercando di capire chi potesse possedere le conoscenze necessarie per ottenere la sostanza e come questa possa essere successivamente finita nel contesto in cui si è verificato l’avvelenamento.
Al momento si tratta comunque di una pista investigativa che necessita di ulteriori verifiche e che non ha ancora trovato conferme ufficiali da parte della magistratura.
Le nuove ispezioni fuori Pietracatella
Accertamenti al lago di Occhito e a Riccia
Parallelamente all’analisi dei rapporti tra i soggetti coinvolti, le forze dell’ordine stanno continuando a effettuare controlli sul territorio.
Negli ultimi giorni sarebbero state svolte nuove ispezioni in aree situate fuori dal comune di Pietracatella. In particolare, gli accertamenti avrebbero interessato la zona del lago di Occhito e il vicino comune di Riccia.
Per il momento non sono stati resi noti i risultati di queste attività. Non è chiaro se gli investigatori abbiano individuato elementi utili o se gli accertamenti siano stati effettuati nell’ambito di una più ampia attività di verifica.
La scelta di ampliare il raggio delle ricerche lascia però intendere che gli inquirenti stiano esplorando ogni possibile pista per ricostruire in modo completo quanto accaduto.
Nuovo ascolto per il parroco del paese
Don Stefano Fracassi sentito ancora dagli investigatori
Tra le persone ascoltate dagli investigatori figura nuovamente don Stefano Fracassi, parroco di Pietracatella.
Il sacerdote è stato convocato ancora una volta presso gli uffici competenti a Larino. Si tratta del secondo colloquio con gli inquirenti nell’ambito dell’inchiesta.
L’interesse investigativo nei suoi confronti non riguarda naturalmente alcuna responsabilità diretta, ma la possibilità che possa essere a conoscenza di informazioni utili. Secondo una delle ipotesi al vaglio, Antonella Di Iesi potrebbe avergli confidato alcune circostanze o preoccupazioni prima della sua morte.
Gli investigatori starebbero quindi cercando di comprendere se tali eventuali confidenze possano contribuire a rafforzare determinate ricostruzioni o a indirizzare ulteriormente le indagini.
Un caso ancora pieno di interrogativi
A oggi restano numerosi punti da chiarire. Gli inquirenti stanno lavorando per definire con precisione la provenienza della ricina, le modalità attraverso cui sarebbe stata ottenuta e il percorso che avrebbe portato alla morte di Antonella Di Iesi e Sara Di Vita.
L’emersione di un quarto sospettato rappresenta un passaggio importante, ma non ancora definitivo. Le indagini proseguono con grande cautela e sotto il coordinamento della Procura di Larino, che continua a mantenere il massimo riserbo.
Nel frattempo, la comunità di Pietracatella attende risposte su una tragedia che ha profondamente segnato il paese e che continua a suscitare interrogativi e attenzione a livello nazionale.
La sensazione, alla luce degli ultimi sviluppi, è che l’inchiesta stia entrando in una fase decisiva. Tuttavia, sarà necessario attendere eventuali comunicazioni ufficiali degli investigatori per comprendere se i recenti progressi porteranno effettivamente all’individuazione dei responsabili e alla completa ricostruzione dei fatti.
