• Mar. Mag 12th, 2026

Pamela Genini, trovato un kukri nella casa di Francesco Dolci: il 41enne nega ogni accusa!

Nuovo colpo di scena nell’inchiesta sulla profanazione della tomba di Pamela Genini. I carabinieri hanno sequestrato un kukri lungo 40 centimetri nella proprietà di Francesco Dolci a Sant’Omobono Terme. L’uomo, oggi indagato, sostiene di non aver mai visto quell’arma e parla di un possibile tentativo di incastrarlo.

Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla profanazione della tomba di Pamela Genini, la 29enne uccisa a Milano nell’ottobre scorso. I carabinieri hanno sequestrato un kukri lungo 40 centimetri nell’abitazione di Francesco Dolci, oggi indagato per vilipendio di cadavere e profanazione di tomba. Il 41enne respinge ogni accusa e sostiene di non aver mai visto l’arma ritrovata dagli investigatori.

Trovato un kukri nella proprietà di Francesco Dolci

Si infittisce l’indagine sulla profanazione della tomba di Pamela Genini, la giovane di 29 anni assassinata il 14 ottobre scorso a Milano con 76 coltellate dall’ex compagno Gianluca Soncin. Nelle ultime ore i carabinieri del Comando provinciale di Bergamo hanno sequestrato un kukri, un lungo pugnale dalla lama di circa 40 centimetri, trovato nella proprietà di Francesco Dolci a Sant’Omobono Terme.

Il 41enne è attualmente l’unico indagato per vilipendio di cadavere e profanazione di tomba, dopo che il loculo della giovane era stato violato tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre. La scoperta della profanazione era arrivata però soltanto il 23 marzo scorso, facendo partire una nuova e delicata fase investigativa.

Secondo quanto emerso, il kukri sarebbe stato nascosto nel cassetto di una vecchia credenza collocata nel retro di un deposito per attrezzi della tenuta dell’uomo. L’arma è stata immediatamente sequestrata e inviata agli specialisti del Ris, che dovranno verificare l’eventuale presenza di tracce biologiche e stabilire se la lama possa essere compatibile con il tipo di taglio rilevato sul corpo della vittima.

Cos’è il kukri sequestrato dagli investigatori

Il kukri è un coltello di origine nepalese e tibetana, storicamente utilizzato sia come attrezzo agricolo sia come arma da combattimento. La sua forma ricurva e la lunghezza della lama lo rendono particolarmente potente nei colpi da taglio.

Gli investigatori stanno cercando di capire se proprio questo tipo di lama possa aver avuto un ruolo nella vicenda oggetto dell’indagine. Al momento non ci sono conferme ufficiali su collegamenti diretti tra il pugnale e la profanazione della salma di Pamela Genini, ma il ritrovamento viene considerato un elemento importante dagli inquirenti.

Le analisi del Ris saranno fondamentali per chiarire diversi aspetti: dalla presenza di residui organici fino alla compatibilità tecnica della lama con eventuali ferite o segni rilevati dagli specialisti medico-legali.

Francesco Dolci: “Non l’ho mai visto”

Francesco Dolci ha respinto ogni sospetto. Intervistato dalle telecamere del programma “Dentro la Notizia” di Canale 5, il 41enne ha dichiarato di non aver mai visto il kukri trovato nella sua proprietà.

Secondo la sua versione, qualcuno starebbe tentando di incastrarlo. Davanti alle telecamere ha spiegato:

“Non l’ho mai vista. Mi sarei ricordato, perché non è un coltello, è proprio una spada di derivazione macedone.”
Dolci ha anche aggiunto di essere appassionato di storia e proprio per questo, sostiene, avrebbe notato immediatamente un oggetto simile se fosse stato realmente suo.

Le sue dichiarazioni non hanno però fermato gli accertamenti degli investigatori, che continuano a scavare nei dettagli dei suoi movimenti e delle sue frequentazioni.

Le perquisizioni dopo l’interrogatorio

Le perquisizioni nella proprietà di Sant’Omobono Terme sono state effettuate il 6 maggio, subito dopo l’interrogatorio di Dolci. Durante quel colloquio, l’uomo è passato formalmente da persona informata sui fatti a indagato.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione cosa abbia fatto tra il 27 ottobre e il 2 novembre, il periodo in cui sarebbe avvenuta la profanazione del loculo nel cimitero di Strozza.

Ma non solo. Gli accertamenti riguardano anche i giorni precedenti e successivi al 23 marzo, data in cui il gesto è stato scoperto ufficialmente.

Proprio su questo punto gli inquirenti stanno concentrando molte attenzioni, soprattutto dopo la diffusione di immagini che mostrerebbero Dolci nei pressi del loculo di Pamela Genini proprio il giorno della scoperta della profanazione.

Sequestrati cellulari e materiale da edilizia

Nel corso delle operazioni i carabinieri hanno sequestrato anche diversi altri oggetti considerati potenzialmente utili alle indagini.

Tra questi ci sono due telefoni cellulari, dispositivi informatici e alcuni materiali da edilizia: un tubo contenente ancorante chimico, cioè una particolare resina usata per fissaggi pesanti, oltre a una bomboletta di schiuma espansa.

Al momento non è chiaro quale possa essere il collegamento tra questi materiali e la profanazione della tomba, ma gli investigatori ritengono che possano aiutare a ricostruire le modalità con cui il loculo sarebbe stato violato.

Un caso che continua a sconvolgere

La vicenda di Pamela Genini continua a suscitare forte emozione e indignazione. La giovane era stata uccisa brutalmente nell’ottobre scorso dall’ex compagno Gianluca Soncin, già individuato come responsabile dell’omicidio.

La successiva profanazione della tomba ha aperto però un nuovo inquietante capitolo della storia, ancora pieno di punti oscuri.

Gli investigatori stanno lavorando per capire chi abbia violato il loculo e soprattutto quale fosse il movente dietro un gesto così estremo. In queste settimane si stanno susseguendo interrogatori, acquisizioni di materiale informatico e convocazioni di nuovi testimoni.

Il ritrovamento del kukri nella proprietà di Dolci rappresenta adesso uno degli elementi più delicati dell’inchiesta. Saranno gli esami scientifici del Ris e gli ulteriori accertamenti investigativi a chiarire se l’arma abbia davvero un collegamento con quanto accaduto oppure no.

Per il momento, Francesco Dolci continua a dichiararsi estraneo ai fatti e sostiene di essere vittima di un tentativo di incastrarlo. Ma le indagini dei carabinieri proseguono senza sosta.