• Sab. Ott 1st, 2022

L’Unione Europea ha stilato un piano di emergenza da mettere in atto laddove la fornitura di gas dovesse diminuire. In questo modo, anche i paesi più piccoli potranno beneficiare di un aiuto in seguito al taglio di risorse in arrivo dalla Russia. Ecco che cosa prevede il piano in questione.

 

Piano di emergenza contro la riduzione del gas: che cosa deciso l’Unione Europea?

A seguito degli ultimi avvenimenti legati al conflitto bellico fra Ucraina e Russia, l’Unione Europea ha deciso di convalidare un piano d’azione da attuare in caso di emergenza.

Nel caso in cui la Russia dovesse ridurre ulteriormente le forniture di gas destinate in Europa, entrerà in atto un decreto volto a garantirne una parte anche ai paesi in difficoltà.

Questa nuova riforma verrà presentata il 18 maggio e andrà applicata a tutti i paesi che appartengono all’Unione Europea. Tutti gli Stati membri che godono di una buona riserva di gas dovranno cederne una parte per far sì che anche i paesi in difficoltà possano beneficiarne a loro volta. Tutto questo andrà a materializzarsi nel caso in cui se ne dovesse presentare l’esigenza.

Se le cose non miglioreranno, verrà messo in atto quello che viene definito come razionamento del gas, provvedimento che andrà a colpire il settore industriale.

Quali sono i principi del piano di emergenza contro lo sperpero del gas?

Tutti questi dettagli relativi all’emanazione del nuovo decreto europeo, sono stati resi pubblici dal giornale spagnolo El País. Il quotidiano ha rivelato l’importanza di formulare delle leggi che vadano ad assicurare le giuste quantità di gas anche ai paesi più poveri o indigenti.

Questo è necessario per evitare tutte quelle conseguenze che potrebbero manifestarsi in seguito al blocco di ogni tipo di fornitura da parte della Russia.

Un primo abbozzo di questo regolamento è stato formulato nel 2017 e si basa sul principio di solidarietà fra i paesi europei. In questo modo ogni paese in difficoltà può appellarsi al decreto, rivolgendosi a tutti gli altri Stati membri per fronteggiare ogni tipo di crisi.

La situazione diventerebbe sicuramente più grave laddove la mancanza di gas dovesse diffondersi in tutti i paesi dell’Europa. In questo caso, infatti, il decreto andrebbe applicato ad ogni Stato, comportando una riduzione del gas nel settore industriale.

Ovviamente, qualora queste riforme non dovessero rivelarsi sufficienti, il razionamento andrebbe a colpire anche i nuclei familiari. È quindi necessario che ogni Stato possa disporre di un giusto livello di approvvigionamento per coprire le proprie esigenze e rispettare il decreto di solidarietà.

In caso di emergenza inoltre, il gas di ogni paese verrebbe utilizzato per la produzione dell’elettricità e per i servizi essenziali. A questo punto, diverrebbe del tutto impossibile accumulare delle riserve da utilizzare durante il periodo invernale, quando il gas è assolutamente necessario in ogni abitazione.

Non resta dunque che attendere per scoprire maggiori dettagli sul decreto che verrà presentato il 18 maggio da parte della Commissione Europea. Non si smette mai di sperare nella risoluzione del conflitto e nell’appianamento di tutti i diverbi con la Russia.

Qual è il vostro pensiero in merito al razionamento del gas e all’ipotesi di distanziare delle quantità di materia prima per i paesi che ne avranno bisogno? A voi i commenti!