• Sab. Set 24th, 2022

Pensioni 2022-2023: Opzione Donna E Cumulo Gratuito Dei Contributi!

La riforma pensioni del 2023 continua ad interessare i lavoratori. Nei giorni scorsi il segretario confederale della CGIL, Roberto Ghiselli, ha rassicurato i lavoratori. Le proposte al vaglio del governo circa la flessibilità in uscita sarebbero misure aggiuntive. Non andrebbero, dunque, ad intaccare le attuali uscite anticipate vigenti con la Riforma Fornero.

Molti temevano di trovarsi a ridosso della pensione con 41/42 anni di contirbuti versati e di dover andare incontro al ricalcolo contributivo dell’assegno. Questa proposta era stata avanzata dal Governo per garantire una maggiore flessibilità in uscita dei lavoratori. La proposta, è stata rinviata al mittente dai sindacati, che non sono disposti ad accettare penalizzazioni di questo tipo. Al tempo stesso, invece, sono molte le donne che, avendo versato meno contributi previdenziali, chiedono a gran voce che l’opzione donna venga prorogata. La scadenza della misura crea ansia e sensazione di ingiustizia per chi non riesce ad accedervi nell’immediato. Infatti, nonostante le donne siano consce della penalizzazione cospicua perenne sull’assegno, per molte questa resta l’unica soluzione per poter uscire prima dal mondo del lavoro.

Ecco perché Orietta Armiliato, fondatrice e amministratrice del CODS, fa leva sul fatto che la misura andrebbe prorogata senza scadenza annuale. Afferma poi che dovrebbe essere data la possibilità di cumulare gratuitamente i contributi che le lavoratrici hanno versato in più casse. “Piu discuto e mi confronto, più mi rendo conto che prorogare una misura pensionistica come quella dell’Opzione Donna per un periodo di più ampio sarebbe davvero un importante segnale. Così come il dare la possibilità di accedere a quella misura cumulando gratuitamente i contributi che sono stati versati in casse diverse; così come riconoscere il lavoro di cura domestico ordinario. Sarebbero segni di voler ripristinare quei concetti di equità e di riguardo per le donne dei quali si parla da anni e anni. Ma, soprattutto, si percepirebbe la reale presa di coscienza delle condizioni di complessa difficoltà nelle quali si trovano le donne”.

Altro aspetto fondamentale su cui punta la Armiliato è l’importanza di valorizzare il lavoro di cura svolto ogni giorno dalle donne. Ci vorrebbe altresì un’alfabetizzazione sul tema da parte delle donne stesse. Molte ,essendo cresciute condizionate dagli stereotipi, considerano quasi normale doversi occupare quotidianamente e gratuitamente di tutto ciò che concerne la casa, i figli o i genitori.

Il più delle volte, dice l’amministratrice, le vere nemiche delle donne e dell’emancipazione sociale sono proprio le donne stesse. Faticano a fare il salto di qualità che permetterebbe loro di comprendere che nulla delle faccende che loro svolgono abitualmente in realtà sia dovuto alla famiglia. Faticano a capire che questo “di più” lavorativo dev’essere valorizzato valorizzato. Il problema spesso non è far cambiare la mentalità agli uomini, ma cambiarla alle donne stesse, che troppo poco lottano ancora per i loro diritti.

Così la Armiliato: “Chiariamo subito, perché è fondamentale non essere fraintesi. In questo Comitato non si chiedono affatto passi indietro da parte degli agli uomini. Ma, piuttosto, si sollecitano aiuti e passi in avanti per le donne in modo da poter camminare fianco a fianco e nella stessa direzione”.