• Sab. Ott 1st, 2022

Il carovita degli ultimi tempi si è abbattuto profondamente sulle tasche degli italiani. Ulteriori aumenti sono previsti per quanto riguarda la fornitura elettrica e quella del gas, le quali potrebbero comportare una spesa extra di circa 300 €. Proprio per questo motivo l’Unione Europea sta promuovendo una riforma atta a favorire l’installazione dei pannelli solari sulle case. Approfondiamo meglio questo argomento.

Riforma europea sui pannelli solari: il cammino verso nuove fonti di energia

Secondo le ultime disposizioni rilasciate dall’Unione Europea, tutti i nuovi edifici dovranno installare sui propri tetti i famosissimi pannelli solari. Nel caso in cui le circostanze lo consentissero è meglio protendere anche per l’installazione di accumulatori e pompe di calore in grado di abbattere il consumo di luce e gas.

Questa nuova riforma verrà presentata dalla Commissione europea proprio nella giornata odierna, sotto il nome di decreto RePowerEu.

Più volte si è parlato di una soluzione atta a contenere i consumi visto la scarsità di materie prime. La guerra in Ucraina ha infatti danneggiato i rapporti con la Russia, prima fornitrice di gas per molti dei paesi europei.

È quindi indispensabile trovare delle alternative che possano favorire il giusto apporto di materie prime senza che queste vengano sprecate.

Che cosa prevede il nuovo decreto Presentato dalla Commissione europea?

In base a quanto dichiarato dei vari paesi dell’Unione Europea, lo scopo principale del nuovo decreto è quello di abbattere i consumi e favorire il risparmio di gas e luce.

Esistono poi vari punti che verranno approfonditi proprio durante la Conferenza del 18 maggio. Il primo di tutti riguarda la possibilità di sostituire tutte le materie prime provenienti dalla Russia utilizzando altre energie rinnovabili, come ad esempio l’idrogeno.

Da prima dello scoppio della guerra la Commissione europea sta tentando di prendere la direzione del risparmio energetico, facendo sì che sempre più fonti verdi vengano adottate entro il 2030.

Proprio per questo si sta cercando di attuare una serie di riforme ecologiste che riescano a garantire l’utilizzo dell’energia solare, riducendo l’impatto energetico del pianeta. Al momento tale provvedimento verrà applicato a tutti gli edifici dalla categoria D a salire, quelli che che Italia risultano essere quelli più diffusi.

Non sono ancora chiare, invece, le disposizioni per quanto riguarderà la costruzione di nuove strutture, anche se i pannelli solari verranno resi obbligatori sui nuovi edifici.

Come ridurre gli sprechi nelle strutture di pubblico utilizzo?

Secondo quanto stabilito dall’Unione Europea, questi sforzi andrebbero applicati anche al settore pubblico, soprattutto in quegli istituti come scuole e uffici amministrativi.

Oltre ai pannelli solari è stata proposta l’installazione di pompe di calore poiché le caldaie a gas verranno abolite a partire dal 2026. In molti sperano, inoltre, che fonti di energia alternativa possano derivare dall’idrogeno.

Il vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans, ha dichiarato che l’ideale sarebbe raggiungere la produzione di almeno 20 milioni di tonnellate di idrogeno l’anno. Questo è un elemento naturale che può essere ricavato dall’anidride carbonica quando viene definito come blu, mentre dal sole e dal vento se descritto come verde.

Molti gasdotti, quindi, potrebbero essere indirizzati al trasporto di idrogeno, anche se tutto questo potrebbe comportare un grande vantaggio solamente per un breve periodo.

Altrettanto valida l’alternativa offerta dal Gnl, un gas naturale liquefatto attualmente ritenuto il miglior prodotto di origine fossile. Questo è il motivo per cui l’Unione Europea sta cercando dei fornitori mondiali in grado di procurare alte quantità di questo prodotto.

Le Nazioni dovranno però dotarsi di strutture atte al deposito del Gnlil quale dovrà essere odorizzato per questioni di sicurezza.

Attualmente la Convenzione europea ha stanziato quasi 200 miliardi di euro per questo progetto, dichiarando che, nel caso in cui questo andasse in porto, il guadagno per i vari paesi sarebbe immenso.

Alcuni paesi si dichiarano propensi a questa nuova proposta, mentre altri non hanno nascosto il loro scetticismo. L’Italia, ad esempio, sta puntando ad altre risorse che potrebbero rivedere l’utilizzo dei fondi accumulati nel tempo. Spagna e Francia invece, hanno stanziato un tetto oltre il quale i prezzi del gas non possono salire. La Germania si dichiara contraria alla proposta.

È meglio adottare questo tipo di alternative, al fine di evitare lo spreco delle materie prime, oppure ogni Stato dovrebbe essere libero di agire come meglio crede? A voi i commenti!