• Dom. Set 25th, 2022

Il Crollo Della Russia: I Debiti Pagati Con Rubli Inutili!

Le sanzioni a carico della Russia, stanno piegando la sua economia già provata dalla crisi finanziaria del 2008, e la pandemia di Covid19. La Russia presto potrebbe andare in default. Ma che cosa vuol dire?  E cosa può significare per l’Europa? Andiamo nel dettaglio!

 

Negli ultimi giorni, è stato confermato da Kristalina Georgieva direttrice del fondo monetario internazionale, che un possibile default della Russia, non è più un dato così improbabile. Lo stato di Putin, si ritrova ad avere un patrimonio enorme alla quale però non può più accedervi.

Molte riserve estere della Banca centrale russa, si ritrovano ad essere bloccate e fuori disponibilità proprio a causa delle sanzioni messe in atto dall’Europa, e da altri paesi non europei come Canada, America e Giappone. Questa guerra gli sta costando troppo.

Dal canto suo la Russia, ha detto di voler pagare i suoi debiti attraverso i rubli. Una mossa non proprio intelligente dal momento che, le agenzie di rating hanno classificato i titoli russi allo stesso livello del pattume.

Ma come farà allora? Come si tirerà fuori da questo precipizio?

Mercoledì, Mosca dovrà pagare la sua prima rata circa 117 milioni di dollari, in pagamenti di interesse su titoli di stato denominati nella valuta americana. Proprio a fronte di questo pagamento, si vedrà o meno l’ufficialità della sua inadempienza a pagare il suo debito.

Le conseguenze per la Russia, su una sua probabile difficoltà a pagare, sono difficili da valutare. Una scossa del genere, avrebbe effetti negativi sull’intero sistema finanziario globale. Purtroppo o per fortuna, la globalizzazione che adesso vige, può portare all’effetto domino in un senso o nell’altro.

Le Istituzioni europee proprio in virtù di questo possibile crollo, hanno voluto garantire come il sistema bancario del vecchio continente, sia più resistente di quanto si possa credere. Bruxelles ha detto che tale forza, sarebbe da imputare alle riforme varate durante la crisi finanziaria del 2008.

Tuttavia è bene ricordare che, le banche italiane sono legate a doppio filo a quelle russe, con crediti in sospeso da circa 25 miliardi di dollari. Un elemento questo da non sottovalutare, nel braccio di ferro con Mosca si avrebbero molti perdenti.

Come direbbero i latini “Simul stabunt vel simul cadent” ovvero, insieme staranno oppure insieme cadranno. Che ne dite voi?

A voi i commenti!