• Sab. Feb 7th, 2026

Laura Pausini e l’inno d’Italia: la performance che ha diviso il pubblico mondiale

L’esibizione di Laura Pausini all’apertura di Milano-Cortina 2026 scatena polemiche feroci sui social. Ecco cosa è successo.

Doveva essere un momento solenne, è diventato un caso nazionale in pochi minuti.

Sul palco della cerimonia inaugurale dei Giochi, Laura Pausini intona Il Canto degli Italiani, l’inno scritto da Goffredo Mameli, davanti a milioni di spettatori. Un’esibizione attesa, carica di simboli, trasmessa in diretta mondiale. Eppure, qualcosa si incrina subito.

La Pausini sceglie una lettura personale, intensa, lontana dalla versione corale tradizionale. Una firma artistica riconoscibile, che però accende immediatamente la miccia. Sui social esplode il dibattito, mentre il video rimbalza ovunque grazie a Eurosport. I commenti diventano valanga, il giudizio spesso spietato.

Molti parlano di freddezza, altri di eccesso, altri ancora di mancanza di rispetto simbolico. La frase che ritorna ossessiva è una sola: l’inno non si interpreta. Per tantissimi utenti, l’inno va cantato così com’è, senza variazioni emotive. Il confronto con il coro diventa inevitabile, e per molti impietoso.

C’è chi tira in ballo Mina, definendola irraggiungibile. Chi cita Arisa come esempio di maggiore misura. E chi liquida tutto con ironia feroce, trasformando la critica in sarcasmo virale. Nemmeno i fan più fedeli riescono a difendere completamente la scelta.

Al centro resta una domanda enorme. Quanto spazio può avere l’arte quando entra in gioco un simbolo nazionale. La cerimonia di Milano-Cortina 2026 diventa così terreno di scontro culturale. Non solo musica, ma identità, tradizione, emozione collettiva.

E ora la parola passa al pubblico. Tu da che parte stai? Interpretazione artistica o rispetto assoluto della tradizione.
Scrivilo nei commenti e facci sapere cosa ne pensi davvero.