• Lun. Mar 30th, 2026

De Luca contro la famiglia nel bosco: “Tre anni di carcere ai genitori Catherine e Nathan”

L’ex governatore Vincenzo De Luca  si scaglia senza filtri contro la coppia che viveva isolata in Abruzzo con i tre figli. Il caso che ha spaccato l’Italia torna al centro del dibattito con parole che fanno discutere.

 

Tre parole. Tre anni di carcere. Vincenzo De Luca le lancia come pietre nel dibattito più rovente del momento. La “famiglia nel bosco” non è solo un caso di cronaca: è diventato lo specchio delle contraddizioni italiane tra libertà individuale e tutela dei minori. E adesso, con l’intervento dell’ex governatore della Campania, lo scontro si fa ancora più duro.

Chi sono Catherine Birmingham e Nathan Trevallion

Al centro di tutto ci sono loro: Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, una coppia che aveva scelto di vivere in isolamento in una casa di pietra nel territorio di Palmoli, in Abruzzo. Niente elettricità, niente riscaldamento, niente scuola per i tre figli. Una vita a contatto con la natura che, secondo i sostenitori della coppia, rappresentava una scelta consapevole e legittima. Secondo altri, invece, una grave violazione dei diritti fondamentali dei bambini.

La Procura ha avviato un procedimento che si è concluso con l’allontanamento dei tre minori dai genitori e il loro trasferimento in una struttura protetta. Da quel momento, la vicenda ha assunto una dimensione nazionale, alimentando un dibattito feroce tra chi difende la libertà educativa e chi richiama la necessità di garantire ai bambini salute, istruzione e cure mediche di base.

Le parole di De Luca: nessun filtro, nessuna mediazione

Vincenzo De Luca, ex presidente della Regione Campania e oggi candidato a sindaco di Salerno, entra nella polemica con la durezza che lo contraddistingue. La sua posizione è netta, senza margini di ambiguità: i genitori della famiglia nel bosco meriterebbero tre anni di carcere.

L’ex governatore non si limita a una condanna generica. Richiama elementi specifici della vicenda, puntando il dito sulle condizioni di vita in cui i bambini erano costretti: nessuna vaccinazione, nessuna frequenza scolastica, nessuna visita pediatrica, igiene ridotta al minimo e un’abitazione priva dei servizi essenziali. Un quadro che, per De Luca, non ha nulla a che vedere con una scelta di vita alternativa, ma configura un vero e proprio abbandono.

Il nodo vaccini e il fronte no-vax

Il tema delle vaccinazioni non è casuale nell’intervento di De Luca. Durante la pandemia da Covid-19, l’ex governatore è stato tra i presidenti di Regione più rigidi nel promuovere le campagne vaccinali e nel contrastare il fronte no-vax. La sua posizione dura sui genitori della famiglia nel bosco si inserisce in modo coerente in questa visione: la libertà individuale non può mai prevalere sulla salute e sulla dignità dei bambini.

Il caso arriva al Senato: l’incontro con La Russa

Mentre De Luca chiede il carcere, la vicenda assume una dimensione istituzionale di primo piano. Catherine Birmingham e Nathan Trevallion vengono ricevuti al Senato dal presidente Ignazio La Russa. Un incontro che ha ulteriormente polarizzato l’opinione pubblica e che ha trasformato il caso da storia di cronaca locale a questione politica nazionale.

Da un lato c’è chi vede nella coppia due genitori che hanno semplicemente scelto un modello di vita diverso, pagando un prezzo altissimo. Dall’altro chi, come De Luca, ritiene che la tutela dei minori non sia negoziabile e che quei bambini abbiano subito un torto irreparabile proprio da chi avrebbe dovuto proteggerli.

Libertà o abbandono? L’Italia si divide

Il caso della famiglia nel bosco è diventato un test sulla tenuta dei valori collettivi italiani. Quanto può spingersi la libertà genitoriale prima di diventare negligenza? Dove finisce la scelta alternativa e dove inizia il danno al minore? Domande che non hanno risposte semplici e che il dibattito pubblico continua ad affrontare con toni sempre più accesi.

Le parole di De Luca hanno il merito, o il demerito a seconda dei punti di vista, di togliere ogni ambiguità. Per lui la risposta è già scritta: quei due genitori hanno sbagliato, e la legge dovrebbe farlo pesare.

E tu, sei d’accordo con De Luca? Pensi che i genitori della famiglia nel bosco meritino il carcere, o credi che lo Stato sia andato troppo lontano allontanando i bambini? Scrivilo nei commenti: vogliamo sapere cosa ne pensi.