Ultime news dalla guerra in Medio Oriente. Dopo la morte di Khamenei, il conflitto si allarga: raid su Beirut, petroliera in fiamme nel Kuwait, blackout in Iraq. Meloni: “L’Italia non è in guerra.”
Il Medio Oriente sta bruciando. E stavolta il fuoco rischia di diventare un incendio globale.
È il 5 marzo 2026. L’ultimatum di Israele è scaduto. Ventiquattro ore di tempo per far uscire dal Libano tutti i rappresentanti iraniani. E adesso? Nessuno lo sa. Ma il mondo intero trattiene il fiato.
Da quando Stati Uniti e Israele hanno colpito l’Iran — uccidendo la Guida Suprema Khamenei — la regione non si è mai fermata. Missili iraniani su Israele. Raid israeliani su Beirut e Tripoli. Settantadue morti in Libano, oltre quattrocento feriti. Una petroliera esplosa nel Kuwait. Blackout totale in Iraq. I cittadini americani invitati a lasciare Baghdad immediatamente.
E non è tutto. Kim Jong-Un si è offerto di mandare missili a Teheran. La Cina ha aumentato del sette per cento il bilancio militare. Il Senato americano ha bocciato la proposta di limitare i poteri di guerra di Trump.
L’Iran minaccia di colpire Dimona — il sito nucleare israeliano — se l’offensiva diventa un cambio di regime. E intanto Teheran ha inviato messaggi segreti agli Stati Uniti per chiedere un cessate il fuoco. Washington non ha risposto.
La premier Meloni dice: “Non siamo in guerra e non vogliamo entrarci.” Ma il mondo sembra non avere più tempo per i desideri.
Diteci la vostra: l’Italia può davvero restare fuori da questo conflitto? Scrivetelo nei commenti.
