Clamorose novità sul caso Garlasco. La perizia dell’anatomopatologa Cattaneo sposta l’orario della morte di Chiara Poggi e ricostruisce una colluttazione violenta. La condanna di Alberto Stasi ora trema.
C’è un momento in cui una certezza giudiziaria si incrina. E nel caso Garlasco, quel momento potrebbe essere adesso. Le indiscrezioni emerse dalla perizia depositata dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo alla Procura di Pavia stanno terremotando uno dei casi di cronaca nera più seguiti della storia italiana. Quello che sembrava scritto nella pietra — la condanna definitiva di Alberto Stasi per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi — si trova oggi su un terreno molto più instabile di quanto chiunque potesse immaginare.
Cosa dice la perizia Cattaneo: i tre punti chiave
La consulenza affidata dalla Procura di Pavia alla professoressa Cristina Cattaneo si concentra su tre elementi fondamentali: i tempi della morte di Chiara Poggi, la dinamica del delitto e l’arma utilizzata, mai ritrovata. Ed è su ciascuno di questi tre punti che le indiscrezioni trapelate al Tg1 stanno alzando un polverone enorme.
L’orario della morte si sposta
Il dato più dirompente riguarda l’ora del decesso. Secondo quanto riportato dal telegiornale, la perizia Cattaneo collocherebbe la morte di Chiara Poggi almeno mezz’ora dopo la sua colazione mattutina — un’indicazione che, se confermata, sposterebbe sensibilmente in avanti il momento del delitto rispetto a quanto stabilito nella sentenza di condanna di Alberto Stasi.
Nella sentenza definitiva, l’omicidio era stato collocato in una finestra temporale precisa: tra le 9:12, quando Chiara aveva disattivato l’allarme di casa, e le 9:36, quando Stasi aveva acceso il suo computer e aveva iniziato a lavorare alla tesi. Quei 23 minuti erano stati il cuore dell’accusa. Se la morte è avvenuta dopo, quella finestra si allarga o si sposta — e tutto cambia.
Chiara si è difesa: la colluttazione che nessuno immaginava
La seconda rivelazione è altrettanto sconvolgente. Per anni la sentenza aveva descritto un’aggressione fulminea, talmente rapida e violenta da non lasciare alla vittima nemmeno il tempo di reagire. La perizia Cattaneo sembra capovolgere questa ricostruzione. Chiara Poggi avrebbe lottato. Si sarebbe difesa con forza, opponendo resistenza al suo assassino. Sul corpo della ragazza, secondo le indiscrezioni, ci sarebbero ecchimosi, lividi e abrasioni su braccia e gambe — segni inequivocabili di una battaglia fisica prolungata.
L’aggressione si sarebbe sviluppata in più fasi, su più livelli della villetta di via Pascoli a Garlasco: prima al piano terra, poi sulle scale. E in un dettaglio agghiacciante, l’assassino si sarebbe fermato a osservare il corpo di Chiara sull’ultimo gradino, prima di andarsene.
Le implicazioni per Alberto Stasi e Andrea Sempio
Il castello accusatorio contro Stasi vacilla
Se la perizia dovesse essere confermata nei suoi contenuti essenziali, le conseguenze sul piano giudiziario sarebbero enormi. Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione, ha sempre sostenuto la propria innocenza. Il nuovo scenario — un omicidio avvenuto più tardi, con una colluttazione prolungata — potrebbe aprire la strada a una richiesta di revisione del processo.
In più, le tracce di DNA trovate sotto le unghie di Chiara Poggi — finora considerate non decisive — potrebbero acquisire un peso completamente diverso. Se la vittima si è davvero difesa graffiando il suo aggressore, quei campioni biologici potrebbero identificarlo.
Andrea Sempio, l’indagato della nuova inchiesta
Nel frattempo, la Procura di Pavia sta procedendo verso la chiusura delle indagini su Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, iscritto nel registro degli indagati per omicidio in concorso. Le nuove analisi del DNA avrebbero collegato tracce biologiche trovate sotto le unghie della vittima al profilo di Sempio. La perizia Cattaneo è stata commissionata proprio nell’ambito di questa nuova inchiesta, insieme alla relazione del Ris di Cagliari — oltre 300 pagine per ricostruire la scena del crimine in 3D.
I limiti della perizia e le polemiche
Va detto con chiarezza: la professoressa Cattaneo non ha esaminato il corpo di Chiara Poggi, né nuovi reperti fisici. Ha lavorato esclusivamente su fotografie e documentazione risalente a quasi vent’anni fa. L’orario della morte che emerge dalla sua consulenza non può quindi essere un’ora precisa, ma una finestra biologica compatibile — una stima, per quanto autorevole e scientificamente fondata.
Non mancano le polemiche. Selvaggia Lucarelli ha sottolineato la tempistica delle indiscrezioni, a poche ore dal voto per il referendum sulla giustizia, evidenziando come il caso Garlasco sia stato usato nel dibattito politico. Le fughe di notizie hanno irritato avvocati e magistrati. E la famiglia Cappa — i genitori di Andrea Sempio — ha presentato decine di denunce contro giornalisti e televisioni.
Cosa succederà ora
Spetta ora alla Procura di Pavia valutare il peso della perizia Cattaneo insieme alla relazione del Ris di Cagliari, per decidere se procedere alla chiusura delle indagini e all’eventuale rinvio a giudizio degli indagati. Gli avvocati di Stasi, intanto, potrebbero valutare se le nuove evidenze siano sufficienti per avviare una procedura di revisione della condanna.
Il caso Garlasco non è mai stato così vivo, così controverso, così urgente. Una giovane donna uccisa quasi vent’anni fa merita una sola cosa: la verità. E forse, per la prima volta, quella verità è davvero a portata di mano.
Voi cosa pensate? Credete che la perizia Cattaneo possa cambiare davvero il corso della storia giudiziaria di Garlasco? Alberto Stasi è innocente? Ditemelo nei commenti — il dibattito è aperto.
