• Lun. Lug 22nd, 2024

Putin, Battaglia Del Grano: L’Obiettivo E’ Indebolire La Sicurezza Alimentare!

La Russia ha bombardato un deposito di grano sul Danubio e punta a indebolire la sicurezza alimentare globale. Con la battaglia del grano Putin incolpa l’Occidente.

 

Putin, battaglia del grano: i Paesi africani oggetto delle mire russe

La Russia ha attaccato i porti ucraini sul Danubio, nel punto più vicino al territorio Nato dall’inizio del conflitto. L’obiettivo è mettere fuori gioco i centri di esportazione del grano ucraino. E’ uscita dall’accordo sul grano per innescare una vera e propria battaglia del grano.

Alla vigilia del forum Russia-Africa, Putin vuole indebolire la sicurezza alimentare globale. Da una parte, il presidente russo incolpa i Paesi occidentali e, dall’altra, fa apparire la Russia come potenza salvifica. I numeri, però lo smentiscono.

Questa vicenda è solo l’ultima dell’offensiva russa contro l’industria agricola ucraina, che rappresenta uno dei principali canali di finanziamento di Kiev.

Uscendo dall’accordo sul grano, la Russia ha messo in seria difficoltà l’export di cereali ucraini attraverso il Mar Nero. Poi, ha puntato il secondo canale di trasporto: i porti fluviali verso l’Europa.

Diventa sempre più difficile caricare e trasportare in sicurezza il grano ucraino sui mercati globali, ma non solo. I bombardamenti rischiano di rendere proibitivi i tassi di assicurazione e sempre meno conveniente per gli operatori lavorare con l’Ucraina. Il canale di trasporto del Danubio, per certi Paesi nell’Est dell’Ue, rappresenta una minaccia economica.

L’impennata dei prezzi del grano: una minaccia alla stabilità dei Paesi africani

Da quando Putin ha chiuso l’accordo sul grano, il prezzo globale è salito del 17%. Gli effetti più gravi li subiranno i Paesi dove non è garantita la sicurezza alimentare. Tra questi, i primi saranno i Paesi nordafricani, piegati dall’inflazione alimentare, che rappresentano una delle principali destinazioni del grano ucraino.

L’impennata di prezzo del grano, dovuta anche al divieto indiano di esportare riso, potrebbe acuirsi con la carenza prolungata di grano ucraino. Tutto questo costituisce una minaccia imminente alla stabilità di certi Paesi africani oggetto delle mire russe.

Nei piani di Putin c’è la volontà di far prevalere la sua influenza nel continente africano: vuole porsi come alternativa alle potenze occidentali sfruttandone le risorse. In più, l’Africa può rappresentare un’arma ibrida da puntare contro l’Europa. Si andrebbe a creare una forte instabilità che porterebbe ad un aumento della pressione migratoria.

Battaglia del grano: Putin incolpa l’Occidente

Considerando le sue mire, il Cremlino ha attivato subito i suoi mezzi di propaganda per puntare il dito sull’Occidente indicandolo come il vero responsabile di una possibile crisi alimentare. L’operazione non è così facile considerando le critiche sull’uscita dall’accordo sul grano mosse da alcuni governi africani e dall’Unione africana.

Alla vigilia del vertice russo-africano di San Pietroburgo, Putin ha dichiarato che la Russia ha sempre voluto garantire la sicurezza alimentare globale e che l’Occidente ha una colpa. Ha usato l’accordo per arricchire le grandi imprese statunitensi ed europee impegnate ad esportare e rivendere il grano dall’Ucraina.

Il presidente russo ha anche detto che il 70% delle esportazioni ucraine sono finite in Paesi ad alto-medio reddito, tra cui quelli europei. Paesi come Sudan, Etiopia, Somalia, Afghanistan, Yemen hanno invece ricevuto meno del 3% delle forniture di grano.

Dati ingannevoli, quelli di Putin, visto che le Nazioni Unite raccontano ben altro.

I dati dell’Onu ci dicono che il 57% di tutte le esportazioni dell’accordo sono destinate ai Paesi in via di sviluppo. In più, l’esportazione del grano ucraino sul mercato fa abbassare i prezzi.

Il World Food Programme dell’Onu impegnato per la sicurezza alimentare nei Paesi africani, a luglio 2023 ha acquistato l’80% del grano ucraino nell’ambito dell’accordo.

Tuttavia, Putin continua a sfruttare la crisi per trasformarla in un’opportunità, incolpando le sanzioni occidentali per corteggiare i leader africani.

Che ne pensate di questa mossa di Putin? A voi i commenti!