• Ven. Mar 6th, 2026

Famiglia nel Bosco: la Madre Allontanata dalla Casa Famiglia di Vasto, i Tre Figli Separati tra Loro per Ordine del Tribunale

Famiglia nel bosco. È di oggi la decisione del Tribunale dell’Aquila: Catherine Birmingham non può stare con i figli, e i tre fratelli verranno divisi in strutture diverse. Svolta drammatica.

La svolta più drammatica nella vicenda della famiglia australiana che viveva nel bosco in Abruzzo

 

La storia della famiglia nel bosco torna a scuotere l’opinione pubblica italiana con una notizia che in pochi si aspettavano: il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha emesso oggi, 6 marzo 2026, un’ordinanza che dispone l’allontanamento della madre Catherine Birmingham dalla casa famiglia di Vasto e, soprattutto, la separazione dei tre bambini, che verranno collocati in strutture diverse e distinte tra loro.

Una decisione che arriva come un fulmine a ciel sereno, proprio nel giorno in cui erano previste le perizie psicologiche sui minori, e che ha immediatamente sollevato un’ondata di polemiche, indignazione e interrogativi sul futuro di questa famiglia.


Chi è la famiglia nel bosco: il contesto della vicenda

Per chi non conoscesse la storia, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion sono una coppia di origine australiana che aveva scelto uno stile di vita alternativo, lontano dalla società convenzionale, vivendo in un bosco dell’Abruzzo insieme ai loro tre figli: una bambina di 8 anni e due gemelli di 6 anni.

La loro storia era diventata virale in tutta Italia, dividendo profondamente l’opinione pubblica tra chi li difendeva come genitori che avevano semplicemente scelto la libertà, e chi invece denunciava rischi concreti per la sicurezza e l’educazione dei minori.

Dopo l’intervento delle autorità, i bambini erano stati collocati in una casa famiglia a Vasto, dove la madre poteva trascorrere del tempo con loro in orari prestabiliti durante la giornata. Una soluzione temporanea, criticata da molti, ma che almeno garantiva una prossimità fisica tra Catherine e i suoi figli.


La decisione del Tribunale dell’Aquila: cosa è successo oggi

Tutto cambia il 6 marzo 2026. Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha accolto la richiesta della casa famiglia di allontanare Catherine Birmingham dalla struttura di Vasto. Il motivo alla base della richiesta? Tensioni crescenti e continue tra la madre e le assistenti sociali della struttura, tensioni tali da rendere incompatibile la convivenza.

Ma la parte più sconvolgente dell’ordinanza riguarda i bambini: i tre fratelli non solo vengono separati dalla madre, ma verranno anche divisi tra loro e collocati in strutture differenti. Una scelta che ha lasciato sgomenti i sostenitori della famiglia e che ha immediatamente provocato la reazione del team legale dei genitori.


La reazione dell’avvocato e il caos intorno alle perizie

L’avvocato della famiglia, Marco Femminella, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai giornalisti presenti fuori dalla casa famiglia di Vasto, pochi minuti prima di entrare nella struttura per assistere alle perizie psicologiche programmate per oggi.

Le sue parole sono state nette: “Probabilmente questa consulenza non andava bene come stava andando, così l’abbiamo interrotta.”

Una frase che apre scenari inquietanti. Cosa stava emergendo dalle perizie? Perché il team difensivo ha deciso di interrompere la consulenza? Domande che, per ora, restano senza risposta.

Il difensore si era già espresso in precedenza contro qualsiasi ipotesi di trasferimento dei bambini in nuove strutture, definendo tale possibilità potenzialmente “disastrosa” per l’equilibrio psicologico dei minori, già provati da mesi di separazione dal nucleo familiare d’origine.


Cosa rischia la famiglia: il ricongiungimento si allontana

Con questa nuova ordinanza, i tempi per un eventuale ricongiungimento familiare si allungano in modo significativo. Catherine Birmingham non solo non può più stare con i figli nella stessa struttura, ma dovrà probabilmente ricominciare da zero il percorso con nuovi servizi sociali, in un nuovo contesto.

Nathan Trevallion, il padre, si trova in una posizione altrettanto delicata. La coppia aveva più volte espresso il desiderio di tornare in Australia con i bambini, ma con un procedimento giudiziario aperto in Italia e una tutela dei minori attiva, ogni possibilità di espatrio appare al momento praticamente impossibile.


Il dibattito pubblico: libertà vs tutela dei minori

La vicenda della famiglia nel bosco ha riaperto un dibattito profondo e divisivo in Italia sul confine tra libertà genitoriale e tutela dei minori da parte dello Stato. Da un lato, chi sostiene che Catherine e Nathan abbiano semplicemente scelto uno stile di vita diverso, senza arrecare danno ai figli. Dall’altro, chi ritiene che i bambini avessero diritto a un’istruzione formale, cure mediche regolari e una vita sociale adeguata alla loro età.

La separazione dei fratelli — decisa proprio oggi — rischia di diventare il capitolo più controverso di tutta la storia, e potrebbe ulteriormente polarizzare l’opinione pubblica nelle prossime ore.


Conclusione: una storia che non smette di sorprendere

La vicenda della famiglia nel bosco è tutt’altro che chiusa. Anzi, con l’ordinanza del Tribunale dell’Aquila datata 6 marzo 2026, entra in una fase nuova e potenzialmente ancora più dolorosa per tutti i protagonisti, soprattutto per i tre bambini al centro di questa storia.

Nei prossimi giorni si capirà dove verranno trasferiti i minori, se le perizie psicologiche verranno riprese e quali saranno le prossime mosse del team legale dei genitori.

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