• Sab. Ott 1st, 2022

Allarme Scaffali Vuoti Nei Supermercati: Le Conseguenze Del Blocco Dei Tir!

Caro benzina e non solo: per le imprese che muovono le merci su strada in tutta Italia la situazione si sta facendo insostenibile”. Blocchi spontanei e trattative tra associazioni e governo. Se si ferma la logistica il rischio è non avere merci a sufficienza per la grande distribuzione. Ecco cosa sta succedendo in Italia!

Con l’85% delle merci che viaggia sui strada lo sciopero dei Tir con i blocchi stradali provoca danni incalcolabili. Lo afferma l’azienda agricola Coldiretti in merito alla protesta degli autotrasportatori. Continuano a trattare governo e maggiori associazioni dell’autotrasporto italiane: chiedono tanto per iniziare crediti d’imposta. “Senza aiuti non possiamo andare avanti” dicono le imprese dell’autotrasporto.

“Occorre trovare una soluzione immediata per rimuovere i blocchi stradali e consentire la ripresa dei ritiri dei prodotti nei magazzini. Anche la consegna ad industrie alimentari e distribuzione commerciale dovrà ricevere aiuto. Sul piano strutturale occorre intervenire con i fondi del PNRR per ridurre il deficit logistico nazionale”. Queste le parole della Coldiretti. Una situazione che aggrava le già pesanti difficoltà della filiera agroalimentare costretta a far fronte a pesanti aumenti dei costi di produzione per le materie prime. Mancano le infrastrutture per il trasporto merci, che costano al nostro Paese oltre 13 miliardi di euro. In Italia il costo medio chilometrico per le merci del trasporto pesante, conclude Coldiretti, è pari a 1,12 euro al chilometro, più alto di altre nazioni.

Ci sono stati alcuni blocchi spontanei nel Lazio, in Sicilia, in Molise e in Puglia. Solo un assaggio di quel che potrebbe succedere, perché il costo dei carburanti continuerà a salire ancora. Altro rischio è la carenza di materie prime e semilavorati nelle industrie di trasformazione. Non si può escludere che nelle prossime ore la protesta dilaghi anche in altre regioni. Le piccole e medie imprese sono al collasso. I costi per l’approvvigionamento di carburante rappresentano il 30% dei costi totali di gestione. Ci sono realtà che rischiano di non poter andare avanti con prezzi così elevati.

Italmopa, l’associazione industriali mugnai d’Italia, non delinea uno scenario incoraggiante: le proteste nell’autotrasporto starebbero seriamente minacciando l’operatività delle filiere nazionali di pasta e pane. Secondo Emilio Ferrari, presidente dell’associazione, “le iniziative degli autotrasportatori stanno determinando il fermo produttivo di numerosi impianti molitori. Ciò soprattutto nelle regioni che sono particolarmente significative, a livello nazionale, nella produzione della pasta”.
Dopo il caro bollette, i prezzi dell’energia elettrica sono addirittura quadruplicati. A questo si aggiunge ora la questione del blocco dei trasporti, una notizia che rischia di complicare ancora di più la situazione. La conseguenza di questi blocchi potrebbe essere molto seria: se non si trova un accordo tra i trasportatori e il governo, il pericolo è che la materia prima non arrivi più alle aziende alimentari che devono lavorarla. Ma Assoutenti afferma che “le proteste sono anche giuste, ma assolutamente no a danni per produttori e consumatori. La protesta degli autotrasportatori, giusta nelle intenzioni, finisce tuttavia per danneggiare sia i produttori, sia i consumatori. Non è il momento di forme di lotta divisive e dannose, ma è il momento di unirsi per spingere il Governo a non rimanere a guardare e a intervenire per risolvere una emergenza”, dice il presidente Furio Truzzi.