• Mar. Set 27th, 2022

L’Italia e Il Petrolio Russo: La Scelta Sbagliata!

L’Unione Europea ha ormai deciso per l’embargo del petrolio russo. Questa scelta per L’Italia avrà delle conseguenze drammatiche per i lavoratori. Una mossa che agevola gli altri, ma non gli italiani!

 

L’Unione Europea vota per l’embargo sul petrolio russo

Nelle ultime ore, il Consiglio europeo ha dichiarato come i Paesi Membri della Comunità Europea abbiano proteso per l’embargo sul petrolio russo. Questa sanzione ha come fine quello di mettere all’angolo la patria di Putin, anche se potrebbe avere dei risvolti piuttosto pericolosi anche per altri paesi.

Tra questi configura per l’appunto l’Italia dove, in provincia di Siracusa, è presente uno stabilimento di petrolio greggio importato dalla Russia. L’azienda in questione, oltre ad offrire moltissimi posti di lavoro, è responsabile nel garantire moltissimi guadagni all’isola siciliana. In seguito all’ultima decisione presa però, tutto questo potrebbe finire, comportando gravi perdite su diversi fronti.

Al momento, più di mille dipendenti lavorano presso questa raffineria, anche se molte altre persone sono correlate al funzionamento della stessa. Sembrerebbe inoltre che molti impianti Eni siano legati a questa acciaieria, motivo per cui la perdita sarebbe ancora più grande.

Dallo scoppio della guerra l’Italia è diventata uno dei paesi più importanti per quanto riguarda l’importazione del petrolio russo sul continente europeo. Tutto questo dipende dal grande lavoro svolto dalla piccola acciaieria.

Quando si concretizzerà il provvedimento dell’embargo al petrolio rosso?

Le sanzioni inflitte dall’Europa alla Russia non accennano a finire, anche se molte volte potrebbero avere dei risvolti non previsti. Come abbiamo visto, questa conseguenza potrebbe abbattersi anche sul piccolo paesino siciliano.

Secondo quanto stabilito dalla Comunità Europea, l’embargo del petrolio russo dovrebbe avvenire nei primi mesi del 2023. È quindi molto difficile ipotizzare quali danni andranno ad abbattersi contro la Lukoil.

Per molti la fabbrica rischia di chiudere i battenti ancora prima del tempo, in modo da abbandonare la Sicilia in via definitiva. Purtroppo si tratta di una realtà che per molto tempo ha permesso ai cittadini siciliani di avere un lavoro e portare a casa uno stipendio.

Non bisogna dimenticare però, che molte persone hanno riportato sulla propria pelle i segni di un lavoro così impegnativo. L’inquinamento generato all’interno dell’acciaieria ha favorito la diffusione di tumori e malattie molto importanti, che hanno causato molte morti.

Quali sono i piani per il futuro della Sicilia?

La situazione legata al futuro dell’azienda genera preoccupazione in moltissimi dipendenti, i quali potrebbero perdere il loro posto di lavoro da un momento all’altro.
Ovviamente è ancora presto per parlare del destino dell’acciaieria, anche se le informazioni che si hanno in questo momento non sono sicuramente delle migliori.

La Sicilia, comunque, sta cercando dei metodi alternativi per garantire il mantenimento del guadagno e, al tempo stesso, evitare la disoccupazione. Le varie società implicate nel settore hanno infatti parlato di come questo settore possa essere convogliato verso impianti di natura eolica.

Proprio per questo motivo la Erg è entrata in possesso di una licenza che permetterà l’istituzione di impianti eolici in tutta la Sicilia. La società ha compiuto un investimento di circa 100 milioni di euro al fine di realizzare questo nuovo progetto.

Quali saranno le sorti dell’azienda Lukoil? Sarà possibile trovare una situazione per limitare le perdite in campo lavorativo? A voi i commenti!